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Lettere - Viterbo - Scrive Francesca Sanna

“Mensa scolastica, quando verrà avviato il servizio?”

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Piazza del Plebiscito - Palazzo dei Priori

Piazza del Plebiscito – Palazzo dei Priori 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una madre al sindaco Michelini sulla questione mense scolastiche –  Caro sindaco, sono una mamma di due bambini, uno frequenta la scuola elementare e uno la scuola dell’infanzia, lunedì 14 settembre inizierà per noi il nuovo anno scolastico.

Io, per motivi lavorativi, sono stata costretta a scegliere per i miei figli il tempo pieno e quindi fruisco del servizio mensa predisposto dal comune.

A parte il discorso del costo dei buoni pasto che è già oggetto di aspre polemiche e contestazioni e per il quale è stato costituito un apposito comitato di genitori, mi domando come mai a distanza di pochi giorni, 12 per l’esattezza, non si riesce a sapere quando verrà avviato il servizio mensa?

Io dò per scontato che il servizio inizi con l’inizio dell’anno scolastico, perché non dovrebbe essere così?

Visto che però negli ultimi anni il servizio è iniziato almeno una settimana dopo, mi sono presa premura di contattare gli uffici per avere la conferma.

Mi è stato risposto che gli amministratori (sindaco, assessori e seguito) stanno decidendo in questi giorni. Ecco perché sto scrivendo, per aiutarla a decidere affinché l’inizio del servizio sia coincidente con l’inizio dell’anno scolastico.

A questo proposito mi chiedo perché ridursi all’ultimo momento? Perché non predisporre quanto necessario (stampa dei buoni pasto, richiesta certificazioni per intolleranze alimentari, organizzazione della ditta appaltatrice, controlli) per tempo affinché si riesca ad avviare il servizio nei tempi e nelle modalità giuste?

Non è che la scuola inizia all’improvviso, senza preavviso, si sa da un bel pezzo che la data è il 15 settembre.

Noi genitori che scegliamo per forza il tempo pieno lavoriamo anche nelle prime due settimane dell’anno scolastico, non è previsto un permesso speciale per chi ha i figli senza servizio mensa. Come dovremmo organizzarci? Chi si può occupare dei nostri figli? A quale prezzo? Tra l’altro se il comune comunica solo una settimana prima il ritardo dell’avvio del servizio, come si può pensare che i genitori riescano ad organizzarsi? L’appalto viene rispettato o la ditta risparmia una settimana di pasti?

Tra l’altro non dimentichiamo che le scuole, in cui i nostri figli trascorrono otto ore al giorno, sono in condizioni penose, sporche, vecchie, cadono a pezzi, le strutture inadeguate e fatiscenti, l’aspetto tecnologico da terzo mondo, gli ambienti per le attività ricreative inesistenti, insufficienti o non a norma (giardini, palestre, giochi), la mensa mediocre, il costo del buono pasto aumenta (circa del 72%) a favore dei furbi, il servizio mensa inizia a discrezione del comune, il servizio trasporto pubblico è stato notevolmente ridotto.

Insomma non c’è una cosa che vada per il verso giusto.

Se poi ci mettiamo pure tutte le meravigliose riforme attuate a livello nazionale, completiamo il quadretto. Cosa dovremmo pensare noi genitori?

Mi creda non è facile provare ancora a credere che le cose potranno cambiare, che qualcosa potrebbe migliorare o per lo meno non peggiorare.Viene solo voglia di fare la rivoluzione.

Fiduciosa di una saggia e corretta decisione, le invio cordiali saluti.

Francesca Sanna


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5 settembre, 2015

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