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Trasporti - Gianfranco Lelmi critica il nuovo orario in vigore dal 14 settembre

“La Regione ha distrutto la ferrovia Roma Nord”

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Ferrovie - La Roma-Civitacastellana-Viterbo

Ferrovie – La Roma-Civitacastellana-Viterbo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con il nuovo orario in vigore dal 14 settembre, la Regione Lazio ha distrutto completamente la ferrovia Roma Nord.

Alcuni giustificano lo “€œspezzettamento della ferrovia”€, con ritardi di minore entità solo nella tratta interessata e non su tutta la linea.

Ma non è così, venendo da Viterbo, giunto a Catalano, dopo una sosta di 26 minuti, il treno per Roma non poteva partire per il ritardo del convoglio di piazzale Flaminio o Montebello.

Il bus che da Montebello va a Viterbo, toccando i paesi percorsi dalla ferrovia, impiega due ore e 40 minuti su un percorso estremamente critico e pericoloso. Occorre aggiungere trenta minuti di sosta a Catalano.

Il treno impiegava due ore e trentasette minuti partendo da piazzale Flaminio.

Il viaggio da Montebello (attenzione non piazzale Flaminio) a Viterbo è ora di due ore e 41 minuti, senza considerare la sosta di 30 minuti a Catalano.

Basterebbe installare sette, otto passaggi a livello per avere un treno che tocca una miriade di paesi ad andatura e tempi di percorrenza ragionevoli.

Non si €œmanda alle ortiche€ un patrimonio esistente di questo valore. I treni storici stanno scomparendo. La tratta Viterbo Civita Castellana non esiste più, poiché chi viene da Viterbo deve effettuare a piedi oltre due chilometri, o aspettare sotto il sole o la pioggia a Catalano la coincidenza che passerà dopo 10/15 minuti.

Non riesco a capire questo silenzio da parte di tutti di fronte a un comportamento che “€œtanquam non esset”€, smantella lentamente tratta dopo tratta. Prima toccherà a Viterbo – Catalano, poi a Catalano – Montebello.

Sul bus, la macchinetta per validare i titoli di viaggio, non accetta i biglietti della ferrovia, nessun controllo si è visto su treno o sul trasporto su gomma. Tutti viaggiano gratis, ogni giorno la Regione getta al vento un patrimonio.

Eppure, con i costi impossibili del carburante, la ferrovia sta richiamando sempre più, maggiore utenza.

Gianfranco Lelmi


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20 settembre, 2015

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