Bolsena – Aveva fatto trovare una testa d’agnello insanguinata a un imprenditore di San Lorenzo Nuovo per intimidirlo.
Sebastiano Masuero, 50enne calabrese residente a Soriano, è morto prima di affrontare il processo. Era uno degli imputati dell’operazione “Lions”, l’inchiesta da 11 arresti che prese il nome dai leoni di pietra ritrovati dai carabinieri nel 2011.
Un’indagine in cui c’era un po’ di tutto: ricettazione di opere d’arte, droga, estorsione, furto, usura e ricettazione. Masuero era accusato di aver piazzato la testa d’agnello su incarico di un impresario di pompe funebri di Bolsena, Spartaco Pasquini.
Per l’accusa, Pasquini voleva continuare ad avere il monopolio del suo settore. Da qui, secondo gli inquirenti, deriverebbero le intimidazioni. A un consigliere comunale, destinatario di una busta con bossoli, perché aveva proposto un nuovo bando di gara per l’appalto dei servizi cimiteriali. Al carabiniere, perché indagava su Pasquini per l’episodio della testa d’agnello. E all’imprenditore, perché sembrava intenzionato a estendere i suoi affari nel Bolsenese.
Pasquini è ancora a processo per minacce, insieme ad altri arrestati nell’operazione “Lions”. Per l’accusa di tentata estorsione, collegata alla testa d’agnello, ha patteggiato un anno e otto mesi.
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