Viterbo – Nullo il contratto, nulli gli investimenti.
La Banca nazionale del lavoro (Bnl) dovrà risarcire un privato per 52mila 800 euro.
Lo ha stabilito il tribunale civile di Viterbo, nella persona del giudice Caterina Mastropasqua, che ha condannato la filiale dell’istituto di credito in via Brenta a rifondere un cittadino che aveva investito in un pacchetto di azioni.
L’acquisto risale addirittura al 2002. Come si legge sulla sentenza, depositata pochi giorni fa, era stato l’allora direttore della filiale a consigliare l’investimento al privato, ma “le aziende emittenti, poco dopo, venivano ritirate da listino”. Inoltre, alla richiesta “di fornire la documentazione relativa alle operazioni la banca nulla aveva risposto e alcun esito aveva avuto il tentativo di conciliazione avviato in mediazione”.
L’avvocato del privato, Massimo Meloni, ha trascinato la banca in tribunale per la mancata stipulazione del contratto quadro in forma scritta, come da regolamento Consob.
Il tribunale, quindi, ha dichiarato nulli gli ordini di acquisto, disponendo per la banca l’obbligo di risarcire il privato.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY