Terni – Nessuna traccia di violenze sessuali.
Conclude così la ginecologa Laura Donati, incaricata di visitare la bimba di 6 anni, presunta vittima di abusi sessuali da parte del nonno 64enne.
La denuncia della madre viterbese arriva a ottobre, dopo aver notato strani arrossamenti nelle parti intime della bambina. Alla fine, la piccola ammette, nascondendosi sotto le lenzuola per la paura e l’imbarazzo: il nonno l’avrebbe toccata più volte quando erano soldi, in cameretta, sul lettone o con la scusa di lavarla.
Abusi shock che non hanno lasciato traccia, ma sarebbe stato strano il contrario: le violenze contestate al 64enne di origini casertane consisterebbero in palpeggiamenti che, notoriamente, non lasciano segni evidenti o, se ne lasciano, spariscono in pochi giorni.
Dopo la ginecologa, parlerà la psicologa, che dovrà prima accertare se la piccola è attendibile e in grado di testimoniare.
I presunti abusi sessuali sarebbero andati avanti per parecchio tempo, nel segreto di quella casa vuota a Terni. La piccola abita qui con il papà, la zia e i nonni. Alla mamma ha raccontato che il nonno avrebbe approfittato per fare ‘quel gioco’ ogni volta che rimanevano soli.
Un segreto che la bambina avrebbe continuato a tenersi dentro, se la mamma non avesse notato quegli strani arrossamenti sul suo corpicino. A quel punto, è scattata la denuncia alla questura di Viterbo, raccolta dagli ispettori della squadra mobile Roberto Fortunati e Nadia Amendolia, sezione reati su minori e abusi sessuali.
La procura di Terni, competente per territorio, ha chiesto l’incidente probatorio: una specie di ‘processo anticipato’ per raccogliere subito la testimonianza della bimba. Una modalità ormai classica nelle indagini per violenza sessuale su minore: il racconto dei piccoli abusati viene cristallizzato prima possibile per far sì che i ricordi siano freschi. Un racconto a porte chiuse, in audizione protetta, alla presenza di una psicologa e con tutte le garanzie per tutelare una vittima in tenerissima età e risparmiarle il trauma di un ritorno di aula anni dopo al processo.
La psicologa Elisabetta Lilla Proietti depositerà la sua relazione sulla bimba entro la metà di gennaio e la illustrerà in aula prima della fine del mese.
Gli atti torneranno comunque al pm che, in base all’esito dell’incidente probatorio, valuterà se portare avanti la posizione dell’indagato o chiudere.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY