Viterbo – (r.s.) – Paolo Savi, al via l’occupazione.
Anche a Viterbo si infiamma la protesta contro la Buona Scuola. La riforma dell’istruzione Renzi-Giannini non piace agli studenti che stanchi di non essere ascoltati, hanno deciso di farsi sentire (fotocronaca – slide).
Paolo Savi in mobilitazione dalle 14 di ieri pomeriggio, quando un gruppo di studenti ha occupato la palestra dell’istituto tecnico. Proseguiranno fino a venerdì mattina.
“Stiamo protestando contro lo Stato e non contro la scuola – spiegano i rappresentanti Francesca Angeli, Leonardo Brizzi, Riccardo Emanuele Labbellarte e Giovanni Lupidi -. Il decreto deve essere rivisto e si deve partire soprattutto dai tagli alle scuole pubbliche a favore degli istituti privati e dall’accentramento del ruolo del dirigente scolastico che limita i diritti degli studenti e dei rappresentanti d’istituto”.
Non solo Buona Scuola ma anche la mancanza di risorse per l’edilizia scolastica. “E’ inconcepibile – continuano i rappresentanti del Savi – che una scuola si regga sul contributo volontari degli studenti e delle loro famiglie. Così non c’è sicurezza e stabilità, perché i fondi un anno ci possono essere e l’altro no.
Da troppi anni l’ente pubblico non dà soldi agli istituti. Tra le tante cose, siamo costretti a pagare di tasca nostra un posto in cui svolgere l’assemblea. E’ assurdo e va contro i nostri diritti. Per non parlare delle troppe barriere architettoniche che impedisco agli studenti disabili di raggiungere alcuni classi o uffici dell’istituto”.
In questi quattro giorni sono previsti incontri e laboratori con professori ed esperti. “Daremo vita – concludono Angeli, Brizzi, Labbellarte e Lupidi – alla redazione di un documento in cui saranno raccolte tutte le riflessioni e le proposte avanzate dagli studenti che poi saranno inviate alle istituzioni pubbliche, al fine di dare il nostro contributo e far sentire la nostra voce”.
Contesta l’occupazione la dirigente del Paolo Savi, Maria Patrizia Gaddi.
“Esisto altre forme per poter manifestare il proprio pensiero – dice Gaddi -, non bisogna necessariamente occupare la scuola. Va comunque riconosciuto ai ragazzi il merito di aver organizzato delle attività che sembrano corrette.
Hanno anche garantito – continua – il regolare svolgimento delle lezioni per gli studenti che desiderano continuare a frequentare la scuola e per permettere a chi deve terminare le interrogazioni di poterlo fare, dato che questi sono giorni di scrutini. Questo è un atteggiamento saggio e maturo. Assicuro – conclude la dirigente – la piena disponibile a incontrare, ascoltare e parlare con i ragazzi affinché tutto si svolga nella maniera più calma e corretta possibile”.
La scorsa settimana occupato anche il liceo Santa Rosa. All’istituto magistrale di Viterbo lezioni sospese dal 9 al 12 dicembre.
Non solo occupazioni. Nella Tuscia la protesta passa anche attraverso una manifestazione. Al grido di “Spazio agli studenti”, i ragazzi di quindici istituti della provincia sono pronti a sfilare tra le vie del centro storico. Il corteo venerdì prossimo. Prenderà il via alle 8,30 da piazza del Teatro.
Gli studenti puntano a ottenere uno spazio gratuito dove riunirsi in assemblea, maggiori finanziamenti alle scuole e un contatto stabile e definitivo con la Provincia. Per questo motivo, la manifestazione terminerà con un incontro tra i rappresentanti d’istituto e il presidente Mauro Mazzola nella sale di palazzo Gentili.
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