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L'ultima porcata - I lampioni ottocenteschi deturpati - Così Tiziana Farina della Soprintendenza che sembra cadere dalle nuvole - Stessa sorpresa dal dirigente dell'ufficio per i centri storici Emilio Capoccioni - Oggi il sindaco chiede chiarimenti

“Nessuno mi ha posto il problema dei lampioni”

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Viterbo - Comune - Emilio Capoccioni

Viterbo – Comune – Emilio Capoccioni 

Viterbo - I lampioni di piazza della Rocca

Viterbo – I lampioni di piazza della Rocca 

Viterbo - I lampioni di piazza della Rocca prima del 5 gennaio

Viterbo – I lampioni di piazza della Rocca prima del 5 gennaio 

Viterbo - I lampioni a piazza del comune

Viterbo – I lampioni a piazza del comune 

Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca 

Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca 

Viterbo – “Non ricordo che mi sia stato posto il problema dei lampioni”.

Sui lampioni ottocenteschi deturpati, Tiziana Farina della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici sembra cadere dalle nuvole. Sembra difficile capire le ragioni che hanno portato alla sostituzione dei globi in vetro dei lampioni a piazza della Rocca con le lanterne a led.

Scelta dettata dal fatto che le lanterne consumano di meno. Ma il risparmio su dieci lampadine vale davvero questo scempio?

“Sul lampione – dice Farina – non c’è un vincolo specifico. In genere, comunque, il comune di Viterbo, per gli interventi che fa all’interno del centro storico, ha previsto nel Prg che venga richiesta l’autorizzazione alla Soprintendenza. Non ricordo che mi sia stato posto il problema dei lampioni.

Non so di che stiamo parlando, una volta che li vedrò, mi farò una idea. Istituzionalmente non mi esprimo sul lampione, se non sono stata chiamata in causa direttamente da chi li ha messi.

So che queste sostituzioni creano sempre molto scontento. Ho seguito una polemica simile in un’altra città, in cui si contestava il colore troppo bianco che, effettivamente, non è l’ideale per il centro storico. Su questo sono d’accordo. Più di questo non so che dire”.

Ma ovviamente questa volta non si tratta di luce più o meno chiara ma di aver sfregiato manufatti dell’Ottocento.

Procedere dritti senza chiedere pareri sembra essere un’abitudine. “Le pratiche della pubblica illuminazione non sono mai transitate nel settore urbanistica – precisa il dirigente Emilio Capoccioni -. Prima se ne occupava quello dei lavori pubblici, ora, invece, dovrebbe fare capo al IX dell’ex assessore Vannini.

Rimango comunque sorpreso, perché, credo che un parere all’ufficio speciale per i centri storici, che coordino, andava richiesto. Così non è stato. Un po’ come è successo per i lampioni a San Pellegrino. L’ufficio per centri storici esiste, ma, purtroppo, quando è il momento, non viene interpellato”.

Le sorprese potrebbero non essere finite qui. A pratogiardino  “Lucio Battisti”, infatti, si è in attesa delle scelte tecniche e artistiche, che anche in questo caso spettano all’amministrazione, per fare l’illuminazione. Chissà che ci sarà da aspettarsi.

Oggi intanto il sindaco Leonardo Michelini chiederà ragione, come già anticipato, del perché sulle sostituzioni a piazza della Rocca. Il primo cittadino vuole capire se sia stata valutata la possibilità di sostituire solo la parte interna della lampada, da incandescenza a led. Senza togliere tutto.


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11 gennaio, 2016

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