Gallese – Disse di essere caduto per le scale, ma pochi giorni dopo, in ospedale, confidò al fratello di essere stato picchiato.
A processo per le botte a un invalido, c’è un trentenne di Gallese, accusato di lesioni dopo le indagini della polizia.
L’aggressione risalirebbe alla sera del 7 aprile 2012. L’uomo, 50enne, morto l’anno scorso per gravi problemi di salute, avrebbe raccontato poi di essere stato picchiato all’uscita di una pizzeria, ma di non volerlo dire perché il suo aggressore aveva minacciato di fare del male a suo nipote, se avesse detto la verità. Al processo davanti al giudice Silvia Mattei hanno testimoniato il fratello e un paio di conoscenti.
Il cinquantenne aveva avuto un grave incidente stradale negli anni Ottanta: restò in coma 15 giorni. Non riuscì più a riprendersi completamente. Rimasto invalido al 40 per cento, dopo l’incidente iniziò a soffrire di attacchi epilettici, cui si sommavano altri gravi problemi di salute, come diabete e insufficienza renale.
Il fratello del 50enne invalido, dopo le tante domande del giudice e del pm Barbara Santi, ha indicato un possibile movente: “Tra mio fratello e la sorella dell’imputato c’era stato qualcosa – ha ammesso -. Mio fratello era stato processato per violenza sessuale sulla ragazza, uscendo assolto. Ma è un fatto di vent’anni fa”. Per tutto quel tempo, secondo il fratello, non c’erano stati più contatti tra l’imputato e la vittima della presunta aggressione.
Il processo continua a ottobre.
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