Viterbo – Elisa è tornata a casa.
La salma della 22enne uccisa nello schianto del bus in Catalogna è rientrata in Italia nella tarda serata di ieri, insieme ai feretri delle studentesse Serena Saracino e Francesca Bonello. Le tre salme sono state trasportate con un aereo militare all’aeroporto di Pisa.
Giovedì rientreranno anche le altre quattro ragazze morte nella tragedia di Tarragona, sull’autostrada che collega la Catalogna alla Francia. 13 vittime in tutto. Tutte studentesse Erasmus. Sette sono italiane.
Elisa Scarascia Mugnozza era figlia del professor Giuseppe Scarascia Mugnozza, docente all’Università della Tuscia e direttore del dipartimento Dibaf. Una famiglia di accademici, la sua. Legata a doppio filo all’ateneo viterbese: il nonno di suo padre, Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, ne era stato rettore e fondatore.
Elisa era a Barcellona da un mese. Studiava medicina all’università La Sapienza di Roma. Era al quinto anno: si sarebbe laureata a ottobre. “Voleva fare il medico chirurgo”, la ricorda il papà con orgoglio. Sogni spezzati da un autobus trasformatosi in una macchina della morte, domenica mattina all’alba, mentre trasportava quei cinquanta ragazzi nei loro alloggi spagnoli. Dormivano tutti, di ritorno dalla Festa de las fallas a Valencia. L’orrore al risveglio negli occhi dei sopravvissuti, mentre Elisa e le altre i loro occhi non li hanno più riaperti. E’ stata strage. Strage di studentesse, per le quali il mondo accademico si è fermato.
Ieri, bandiere a mezz’asta, minuto di silenzio e sito web dell’Università della Tuscia listato a lutto per Elisa. All’ateneo viterbese, le lezioni ai dipartimenti Dafne e Dibaf riprenderanno domani, dopo due giorni di stop.
Un fiocco nero è comparso anche sull’homepage della Sapienza di Roma. Anche qui, ieri mattina, alle 12, gli studenti si sono fermati per un minuto, in memoria di Elisa e delle altre vittime dell’incidente. “Il Rettore e tutta la comunità Sapienza condividono il dolore delle famiglie per la morte delle studentesse Erasmus in Spagna – riporta il messaggio pubblicato sul sito del primo ateneo romano -. Aprendo il 21 marzo l’incontro intitolato alla Primavera dell’Università ci siamo uniti, rappresentando tutto l’ateneo, nella memoria di queste studentesse strappate alla vita nel momento in cui interpretano il meglio della vocazione giovanile a essere cittadini di un sistema universitario senza confini. Tra queste giovani vittime c’è una nostra studentessa – Elisa Scarascia Mugnozza – stroncata nel suo progetto di formazione internazionale, di apertura multiculturale e di realizzazione di una comunità senza confini che è la generazione Erasmus. La Sapienza è vicina alla famiglia e agli amici, condividendo il sentimento di commozione per una vita spenta nella sua primavera”.
Nella giornata di ieri, le lezioni sono state sospese in segno di lutto alle sedi della facoltà di medicina Sant’Andrea, aula Bianchi Bandinelli e Cus. Gli studenti hanno ricordato Elisa con una commemorazione nella cappella dell’ospedale Sant’Andrea ieri mattina alle 9,30. Altre due messe, ieri, alle 13 al Policlinico Umberto I e alle 18,30 al quartiere Olgiata, dove Elisa abitava. A Viterbo aveva tantissimi amici; qualcuno la saluta da Facebook postando la foto di una scritta: “Ciao Scar”.
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