Bomarzo – Incendio col morto.
C’è un impresario di pompe funebri a processo per il cumulo di ossa e bare bruciate fuori dal cimitero di Bomarzo nel 2014.
Se ne accorge un passante: da una montagnola di cenere sbucano pezzi di legno e ossa che hanno tutta l’aria di essere resti umani.
Lo sono, secondo il medico legale chiamato dai carabinieri per gli accertamenti: resti umani datati di una coppia di anziani, per i quali era stata chiesta l’esumazione al comune.
A processo con l’accusa di discarica abusiva finisce il titolare di una nota impresa di pompe funebri non di Bomarzo, ma di un’altra zona della provincia. Un palese errore, per il suo avvocato Angelo Di Silvio, convinto di poter dimostrare che il falò non sia opera dell’imputato.
Prossima udienza ad aprile.
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