Viterbo – (r.s.) – Enerpetroli attacca, Caffeina non risponde.
Una replica secca e lapidaria quella di Andrea Baffo, presidente della Fondazione, e Filippo Rossi, direttore artistico del Festival, a Carlo Maria Puglisi Alibrandi.
L’amministratore delegato di Enerpetroli nello spiegare perché l’azienda ha deciso di abbandonare la Fondazione, non le ha mandate a dire a Rossi & Co.
“Caffeina – dice Alibrandi – ha abbandonato il carattere culturale, diventando una forza politica: il presidente Baffo è un impiegato comunale e il direttore artistico Rossi un consigliere. Per questo abbiamo fatto un passo indietro, come azienda non possiamo esporci alle polemiche che operazioni di questo tipo sollevano.
I soci fondatori, poi, sono delegati a semplici spettatori. Ma se per la carica di presidente si fosse scelta una figura terza, al di fuori della ristretta cerchia di fedelissimi di Rossi e Baffo, ci sarebbe stata una ventata di apertura e trasparenza. A quanto pare, però, la governance di Caffeina non è pronta ad affrontarla”.
Ventiquattro ore dopo arrivano le risposte di Rossi e Baffo.
Andrea Baffo, veramente nella fondazione Caffeina c’è poca trasparenza?
“No comment”.
Filippo Rossi, cosa ne pensa dell’uscita di Enerpetroli?
“No comment”.
Baffo, si vocifera che anche altri soci siano scontenti di come stiano andando le cose. Conferma?
“No comment”.
Rossi, ha paura che dopo Enerpetroli anche altre aziende possano uscire dalla Fondazione?
“No comment”.
Rossi, di lei Alibrandi dice: “Deve decidere cosa fare nella vita e comprendere il valore della coerenza”. Cosa risponde?
“No comment”.
Baffo, qual è lo stato della Fondazione?
“No comment”.
Rossi, qual è invece quello del Festival?
“No comment”.
Beh, a quanto pare non c’è veramente nulla da dire e nient’altro da aggiungere che… No comment.
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