Viterbo – Un’ultima pedalata e poi, colto da un forte dolore al petto, si accascia a terra: Andrea Nencini muore sul colpo.
Il ciclista stava partecipando alla prima tappa del Giro della Maremma, in provincia di Grosseto. Per il decesso è finito nel registro degli indagati un medico sportivo viterbese.
Ieri, l’incidente probatorio davanti al gip Stefano Pepe per sentire i periti Fabio Suadoni e Mauro Bacci. I medici legali sono stati incaricati di stendere una perizia sulle cause della morte di Nencini; l’avrebbero definito come “un evento improvviso che nessuno, né un medico né un macchinario, avrebbero potuto prevedere. Una scarica elettrica gli ha spaccato il cuore”.
Il ciclista muore nel marzo 2013. Doveva essere una piacevole mattinata, una gara come le tante altre che aveva già disputato. Invece è finita in tragedia: Nencini è crollato a terra, sotto gli occhi dei compagni, e per lui non c’è stato nulla da fare.
Quarant’anni, due bambini e una vita ancora da costruire. Una vita caratterizzata dall’immensa passione per il ciclismo e da passare in sella alla sua bici.
Il medico sportivo viterbese è indagato per omicidio colposo: avrebbe certificato a Nencini l’idoneità alla gara. Il fascicolo, inizialmente aperto a Grosseto, è poi passato alla procura di Viterbo per competenza territoriale.
Ora atti al pm Fabrizio Tucci per decidere se archiviare le indagini o portarle avanti.
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