Viterbo – Telefonate a ogni ora: minacce urlate nella cornetta o profondi sospiri nel silenzio all’altro capo del filo, per metterle ancora più paura.
Una psichiatra viterbese, alla fine, ha dovuto sporgere denuncia per stalking. A processo è finito un suo paziente, rinviato a giudizio a marzo dal gup del tribunale di Viterbo.
L’uomo, un 32enne che risulta domiciliato in una Caritas del nord Italia, dovrà comparire davanti al giudice a ottobre. E’ accusato di aver reso la vita impossibile alla dottoressa; una persecuzione telefonica durata almeno un anno, tra il 2013 e il 2014. Tutto a causa di un diagnosi che, per il paziente, era errata.
Il 32enne avrebbe telefonato ripetutamente sia a casa della psichiatra, sia al centro di salute mentale di un paese della provincia in cui la donna lavorava. “Tanto la dottoressa prende fuoco!”, “Tanto io v’ammazzo a tutti”, “Poi dice che uno sbrocca e magari spara a qualcuno”, avrebbe detto agli operatori del centro. Oppure, rivolgendosi direttamente al medico: “Tanto io ti ammazzo. Ci faccio 900 chilometri ma ti ammazzo!”, “E’ finita, dopo quello che ha scritto stia attenta”.
Minacce che avrebbero provocato nella dottoressa “un perdurante stato di ansia e paura”, come si legge nel capo di imputazione del 32enne formulato dal pm Chiara Capezzuto. “Nonché un fondato timore per la propria incolumità”, “difficoltà di concentrazione nell’attività lavorativa” e la sensazione di non sentirsi completamente al sicuro neppure in casa sua.
A ottobre il processo.
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