Civita Castellana – Una potenziale candidatura a sindaco di Civita Castellana bruciata.
Nel 2011 Alessandro Scopetti, vicepresidente di Unindustria Viterbo, denunciò per diffamazione due giornalisti del “Nuovo corriere viterbese” (quotidiano ormai chiuso da anni), il redattore Terzo Clementi e il direttore Evandro Ceccarelli.
Ieri, la sentenza. Il tribunale di Viterbo (giudice Rita Cialoni) li ha condannati a pagare rispettivamente 800 e 400 euro, più 3mila euro di spese di parte civile e il risarcimento danni da stabilire davanti al giudice civile. Con pubblicazione della sentenza sul “Corriere di Viterbo”.
Scopetti si era sentito offeso dal contenuto dell’articolo che, riportando le parole di un “beninformato”, attribuiva all’ex presidente di Confindustria Viterbo la responsabilità indiretta di una serie di licenziamenti in un’azienda di ceramica. Ma Scopetti non aveva mai ricoperto ruoli dirigenziali in quell’azienda. Né tantomeno aveva denunciato il cda per frode, come l’articolo riportava.
Clementi sosteneva che il suo pezzo fosse stato tagliato; in più non aveva curato lui né l’impaginazione, né il titolo aggressivo dell’articolo. La difesa di Ceccarelli ha sottolineato come la candidatura di Scopetti, ancor prima dell’uscita sul giornale, non fosse sostenuta dai vertici del Pdl locale, che non erano d’accordo a schierare un candidato esterno al partito, come testimoniato in aula anche da Giulio Marini e Francesco Battistoni, referenti Pdl a livello provinciale e regionale.
Il pm chiedeva 6 mesi di reclusione. Scopetti, costituito parte civile tramite il suo avvocato Sergio Racioppa, chiede un risarcimento danni da 100mila euro. Sul quantum, deciderà il tribunale civile.
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