Viterbo – Passa i test ai colleghi, giudici incompatibili.
Atti al presidente del tribunale per il processo a Ferdinando Selvaggini. L’ex responsabile del Ced della asl, accusato di rivelazione di segreti d’ufficio, non potrà essere giudicato da Silvia Mattei e Rita Cialoni: i due giudici si sono astenuti ieri per incompatibilità.
Il fascicolo su Selvaggini fu aperto intercettando il dipendente asl nella maxinchiesta sull’azienda sanitaria viterbese. Tre anni di indagini sfociati in quello che, attualmente, è il più grande processo per reati contro la pubblica amministrazione mai celebrato a Viterbo: 29 imputati, tra cui anche Selvaggini, per i presunti appalti truccati all’ombra della Cittadella della salute.
Il giudice Silvia Mattei firmò l’ordinanza d’arresto nel luglio 2009 per Selvaggini, sorpreso a prendere una tangente da 15mila euro. La collega Rita Cialoni, invece, autorizzò le intercettazioni. Avendo svolto entrambe funzione di gip, adesso, non possono seguire il processo. E come loro, tutti i colleghi magistrati che hanno firmato anche solo un atto della monumentale inchiesta asl.
Questa della rivelazione di segreti d’ufficio è un’altra storia, risalente al 2009. Secondo l’accusa, una persona rimasta ignota avrebbe fornito a Selvaggini i questionari e le soluzioni di alcuni esami di un corso di laurea convenzionato con la asl all’università. Selvaggini, a sua volta, avrebbe passato il tutto ai dipendenti asl iscritti a quel corso di laurea, per agevolarli nella prova d’esame.
Per la difesa – avvocato Gino Salvatori – tutto un equivoco. “Erano solo dispense di materiale didattico che circolava online. Selvaggini non era neppure iscritto a quel corso”.
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