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Viterbo - Coldiretti lancia il grido di allarme e chiede di intervenire

“Cinghiali, siamo ben oltre l’emergenza”

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Viterbo - Coldiretti - Il direttore Alberto Frau

Viterbo – Coldiretti – Il direttore Alberto Frau

Coldiretti - Il presidente Mauro Pacifici

Coldiretti – Il presidente Mauro Pacifici

Viterbo – (p.p.) – “Cinghiali, siamo ben oltre l’emergenza”.

A Firenze, Coldiretti ha portato i cinghiali in piazza Duomo per chiedere soluzioni urgenti contro l’invasione degli animali selvatici.

A Viterbo, in piazza, stanno per arrivarci da soli. La situazione si fa sempre più critica con i cinghiali che scorrazzano indisturbati in città.

Anche nella Tuscia, dunque, Coldiretti pretende soluzioni rapide per tutelare non solo gli agricoltori, ma, a questo punto, anche i cittadini.

“Ormai da tempo – dice il direttore di Coldiretti Alberto Frau – abbiamo preso atto che la situazione dei cinghiali è fuori controllo. Perché, oltre a danneggiare le colture, ora, iniziano a infastidire i cittadini.

E’ di qualche giorno fa, l’incidente di una donna che si è schiantata col motorino contro un cinghiale in strada Monte pizzo.

Prima, il problema era solo ed esclusivamente legato a uno sconfinamento degli animali dalle aree parco o boschive in quelle agricole. Adesso, invece, sono coinvolte le aree urbane. Questo perché la popolazione di ungulati selvatici deve essere quantitativamente e qualitativamente adeguata alla capacità produttiva alimentare delle zone.

Stanno provocando danni a molte aziende, spinte addirittura alla chiusura o al dover fare investimenti enormi in recinzioni. Non indifferenti le conseguenze negative per la società agricola. Oltre a ciò, si aggiunge il danno alla salute, perché c’è gente che rischia la propria incolumità sulle strade”.

Il messaggio alla giunta regionale è chiaro. “Si sta discutendo con l’assessore Hausmann, che si è reso particolarmente disponibile a incontrare le squadre dei cacciatori, perché dopo il passaggio di competenze, dalla Provincia alla Regione, si arrivi, in breve, al passo successivo per procedere ai controlli e agli abbattimenti.

L’assessore sta cercando di accelerare, anche col nostro appoggio che è totale. Non possiamo non rimarcare l’assoluta e totale urgenza di provvedimenti che devono arrivare alla massima velocità, perché la situazione non è più gestibile.

Riceviamo continue segnalazioni per seminativi, vigneti e coltivazioni di legumi. Siamo ben oltre l’emergenza. Si deve agire rapidamente per velocizzare certi passaggi. Siamo in difesa degli agricoltori e denunciamo situazioni di perdita, a volte anche totale, delle produzioni. Cosa che non può essere più sopportata”.

Frau suggerisce una via percorribile: “Bisogna subito procedere con gli abbattimenti e le catture per limitare il numero degli ungulati. Un’operazione che deve avvenire previo censimento della popolazione per capirne anche la struttura, visto che un animale piccolo può fare meno danni di un animale grande.

Bisogna fare un monitoraggio e poi passare ai piani di abbattimento che non sono operazioni fatte male. Il fatto che ci siano squilibri qualitativi e quantitativi all’interno dei branchi di cinghiali fa sì che se non agisce l’uomo, ci pensa poi la natura a farli fuori.

Mi spiego: se gli animali sono troppi e non hanno cibo, i più deboli muoiono. E ancora, se gli animali sono troppi e troppo a contatto è più facile diffondere malattie e virus. Mantenere l’equilibrio rafforza la specie con animali più sani e, al tempo stesso, evita che ci siano distruzioni indiscriminate”.

Troppe pastoie burocratiche e troppi scaricabarile tra Regione e Province. Mauro Pacifici non ci sta. “E’ una situazione preannunciata – dice il presidente di Coldiretti – sono più di tre anni che stiamo lanciando questo allarme coi continui danni per gli imprenditori agricoli. Gli animali, ora, stanno diventando socievoli e molto poco timorosi dell’uomo e quindi ce li troviamo sempre più spesso anche in città.

Coldiretti si sta battendo da anni per gli agricoltori e per i cittadini. Per tutelare le coltivazioni di mais, grano e cereali e per evitare il dissesto dei campi. Una guerra contro la natura come se non bastassero già le difficoltà economiche del comparto. Serve una normativa chiara.

La Regione l’ha recepita fino a un certo punto, ma poi le norme vanno riempite coi contenuti.

Serve una stretta anche sul passaggio delle competenze e le varie convenzioni con la polizia provinciale che risultano ancora farragginose. Definizione delle competenze e provvedimenti chiari anche sui risarcimenti ed eventuali sovvenzioni ad assicurazoni di gruppo, fino ad arrivare al contenimento”.

Pacifici assicura l’impegno di Coldiretti. “Determinate specie, se non vengono messe sotto controllo, intaccano l’equilibrio colpendo anche gli altri animali. Danni alle colture, sicurezza cittadina e protezione dell’ecosistema sono argomenti che non possono essere sottovalutati. E’ necessario intervenire con forme morbide per garantire il diritto alla vita a tutti, ungulati e lupi, ma anche delle specie più deboli, come le pecore o animali che nidificano a terra e che spesso corrono rischi”.

Coldiretti a Firenze è scesa in piazza. “Anche da noi, in passato, abbiamo fatto azioni simili. La piazza è l’ultimo stadio – conclude Pacifici -, ma siamo pronti a scenderci di fronte al silenzio assordante delle istituzioni. Proprio come abbiamo fatto per il grano”.


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4 agosto, 2016

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