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Rapina in villa con sequestro - La scusa dei due uomini di Ronciglione per entrare in casa dell'oncologo

“Fammi entrare che lascio la macchina…”

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Perugia - Rapina in villa - Savino Belsanti fratello della vittima

Perugia – Rapina in villa – Savino Belsanti fratello della vittima

Perugia - Rapina in villa - Il pakistano arrestato Mohammad Hanif Bostan

Perugia – Rapina in villa – Il pakistano arrestato Mohammad Hanif Bostan

 
 
Perugia – Rapina in villa – I gioielli sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I gioielli sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I contanti sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I contanti sequestrati

La stazione dei carabinieri di Terni

La stazione dei carabinieri di Terni

Perugia – Rapina in villa – I cellulari sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I cellulari sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I guanti sequestrati

Perugia – Rapina in villa – I guanti sequestrati

Perugia – “Fammi entrare che lascio la macchina…”.

Una banale richiesta di un fratello al fratello. Una scusa dietro la quale si nascondeva il progetto di una rapina: “Sono con un amico, fammi entrare che lascio la macchina. Ci riposiamo un po’ e poi ripartiamo”.

Sono le 23,30 di giovedì. Savino Belsanti, 69enne di Ronciglione, entra in casa del fratello: Virginio Belsanti, 75 anni, noto oncologo di Perugia in pensione.

Il medico è in compagnia della moglie Lidia. Savino, ex bancario, di Mohammad Hanif Bostan: 24 anni, pakistano, vive anche lui nel comune viterbese e gestisce, insieme alla famiglia, un distributore di benzina sulla Salaria.

Il cancello della villetta, a Maestrello, frazione di Perugia, si apre. E quello che sembrava un normale rapporto tra fratelli si trasforma in violenza. Calci, pugni. Belsanti e Bostan, con una chiave inglese, colpiscono i coniugi al volto e alla testa. E con degli stracci gli legano gambe e mani.

Dopo le botte, la razzia. Dentro un sacco i rapinatori mettono soldi, gioielli e cellulari. Poi la fuga a bordo di una Ford Fiesta. A lanciare l’allarme la vicina di casa che ha sentito strilli e urla e ha visto i rapinatori scappare. Carabinieri e poliziotti si mettono subito sulle tracce dei malviventi.

I due sono stati fermati alle 2,30 in un’area di servizio sulla E45, all’altezza dell’imbocco del raccordo Terni-Orte. Nell’auto la chiave inglese, ancora sporca di sangue. E la refurtiva, parte della quale era stata nascosta nei calzini. E’ stato tutto sequestrato e poi restituito ai legittimi proprietari.

L’oncologo e la moglie sono ora ricoverati all’ospedale di Perugia. Per loro trauma cranico e una prognosi di dieci giorni.

I rapinatori, arrestati, sono invece nel carcere di Terni a disposizione del pm Raffaele Pesiri. Sono indagati per rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni. Lunedì la convalida dell’arresto.

Belsanti e Bostan si sarebbero improvvisati rapinatori per una notte. I due non avrebbero alcun precedente penale. E, da quanto si apprende, sembrerebbe che tra il 69enne e il fratello ci fossero degli screzi. Da tempo, infatti, Savino Belsanti pressava il medico per avere dei soldi.


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21 agosto, 2016

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