Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del professore Giulio Giampietro al vescovo Lino Fumagalli – A sua eccellenza monsignor vescovo.
Leggo che Nabil Al Zeer, presidente della comunità islamica, sta organizzando insieme alla diocesi di Viterbo una messa da celebrare insieme.
Faccio rispettosamente presente che la santa messa non è un qualunque spettacolo o un evento mondano che si organizza per farsi pubblicità, sia pure a fin di bene.
Non è ammissibile la “partecipazione” di chi non solo non condivide la fede in Gesù Cristo figlio di Dio realmente presente nel santo sacrificio, ma che anzi considera tutte queste espressioni come altrettante bestemmie.
Non è nemmeno sensata.
E’ un grave errore non solo teologico ma anche pastorale, che rafforza gli islamici nella loro inconcussa disistima della fede cattolica: “se neanche i cattolici credono alla loro fede, né venerano la sacralità delle loro chiese e dei loro riti, resta dimostrato che solo noi siamo i veri credenti”, già dicono.
La prego quindi di adoperarsi con santo zelo perché la ventilata organizzazione non abbia luogo, e che si facciano invece fraterni incontri pubblici in sedi più adatte: per esempio, il palazzo comunale in cui manifesta la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, o la mensa della Caritas in cui si manifesta la vicinanza ai poveri, o l’ospedale Belcolle in cui si manifesta la vicinanza ai sofferenti.
con rispetto e stima
professor Giulio Giampietro
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