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Guardia di finanza - La decisione nei confronti del dipendente, arrestato per aver intascato una "bustarella", ha avuto il parere favorevole del direttore amministrativo e di quello sanitario

Asl, Bruno Rapiti sospeso dal servizio

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Bruno Rapiti

Bruno Rapiti

Civita Castellana – (f.b.) – Bruno Rapiti sospeso dal servizio.

Il dipendente amministrativo dell’ufficio Asl di medicina legale di Civita Castellana arrestato lunedì 19 settembre in flagranza di reato con l’accusa di concussione, è stato sospeso dalle sue funzioni in via cautelativa.

E’ quanto si legge nella delibera pubblicata anche sul portale dell’Azienda sanitaria locale viterbese.

Rapiti, 60enne residente a Vallerano, dove ricopre anche la carica di consigliere comunale di minoranza, è agli arresti domiciliari da quando le fiamme gialle lo hanno beccato mentre intascava una “bustarella” con mille euro. Soldi che sarebbero la metà della cifra chiesta alla sua presunta vittima, affinché la domanda di invalidità del padre di quest’ultima andasse a buon fine.

I primi mille euro pare fossero già stati incassati da Rapiti alcuni mesi fa. Ma all’incontro pattuito per la consegna dell’ultima tranche di denaro il dipendente della Asl ha trovato ad attenderlo anche i finanzieri, che hanno subito fatto scattare le manette.

Il gip Stefano Pepe, due giorni dopo, ha convalidato l’arresto e confermato la misura cautelare. Da qui la decisione della Asl di sospendere Rapiti dal servizio.

La delibera, proposta dal settore “Politiche e gestione delle risorse umane” ha avuto il parere favorevole del direttore amministrativo Maria Luisa Velardi e del direttore sanitario Antonio Bray.

Nelle premesse si dichiara di applicare quanto previsto da un articolo del contratto nazionale del lavoro (comparto sanità) che recita: “Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà”.

La sospensione è considerata effettiva dal 19 settembre, giorno dell’arresto, mentre per quanto riguarda il compenso si specifica di “attribuire al dipendente per il periodo della sospensione cautelare dal servizio l’indennità al 50% della retribuzione base mensile, oltre agli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità ove spettanti”.


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28 settembre, 2016

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