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Politica - Viterbo - All'incontro sul terrorismo il sindaco Michelini rivendica il suo legame con Fioroni, ma i due si salutano solo sul palco

“Ciao Peppe, amico mio…”

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Giuseppe Fioroni e Leonardo Michelini seduti l'uno opposto all'altro

Giuseppe Fioroni e Leonardo Michelini seduti l’uno opposto all’altro

A sinistra il sindaco Leonardo Michelini

A sinistra il sindaco Leonardo Michelini

Giuseppe Fioroni, Leonardo Michelini e Franco Gabrielli

Giuseppe Fioroni, Leonardo Michelini e Franco Gabrielli

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Viterbo – (r.s.) – “Ciao Peppe, amico mio”, il sindaco Leonardo Michelini a Giuseppe Fioroni.

Sul palco dell’incontro sul terrorismo, organizzato ieri dal centro studi Aldo Moro, ci sono il capo della polizia Franco Gabrielli, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e il sottosegretario Marco Minniti. Eppure il sindaco Michelini, prima del suo intervento, non saluta nessuno se non il deputato Fioroni: “Ciao Peppe – dice il primo cittadino – mi metto accanto a te perché siamo amici, benché qualcuno sostenga il contrario”.

I precedenti. Come “svelato” da Tusciaweb la scorsa settimana, i rapporti tra Michelini e Fioroni non sarebbero più idilliaci. C’è chi parla di una rottura insanabile. Pare infatti che i contatti tra il deputato (nel 2013 ispiratore e principale sponsor della coalizione a guida Michelini) e il sindaco, siano pressoché zero.

Ieri i due, prima di salire sul palco, erano seduti l’uno dalla parte opposta dell’altro. Fioroni entrando a destra (anche se lui preferirebbe, uscendo a sinistra), con Gabrielli, Roberti e Minniti (un po’ più lontana, ma comunque nella stessa fila, anche la vicesindaca Luisa Ciambella). Michelini, invece, era a sinistra. Da solo, accanto alla prefetta e al questore.

Nonostante ciò il primo cittadino, non appena presa la parola, ribadisce la sua amicizia con Fioroni. Non che non l’avesse già fatto. In un’intervista, sempre a Tusciaweb, infatti, Michelini aveva dichiarato: “Non tradisco le amicizie, Fioroni lo conosco da tanto tempo. Ci sono amico adesso, come lo ero prima”. Certo. Ma un conto è l’amicizia e un altro è la politica. Si può essere amici anche da posizioni politiche (o amministrative, come preferisce il sindaco) diametralmente opposte.

E ieri l’essere distanti, in sala, l’uno dall’altro e il non salutarsi, se non pubblicamente, non ha fatto altro che aumentare i sospetti che della maretta c’è veramente. E quel saluto, solo plateale, sa un po’ di forzatura. Come dire: i panni sporchi si lavano, sempre e solo, in famiglia. Non in pubblica piazza.


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25 settembre, 2016

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