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Lettere - Scuola - La segnalazione di un rappresentate del liceo scientifico di Ronciglione

“Che fine ha fatto la continuità didattica?”

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Il liceo scientifico Meucci di Ronciglione

Il liceo scientifico Meucci di Ronciglione

Ronciglione – Riceviamo e pubblicammo – Utopia di una scuola perfetta.

La scuola sta per ricominciare. Il 12 o 13 settembre, a seconda dei casi, torneremo sui banchi di scuola con poche certezze e molti dubbi. La legge 107, cosiddetta “buona scuola”, con il suo magico algoritmo ha dato il via all’ennesima migrazione di professori.

Da studente, tuttavia, vorrei parlarvi di questo argomento sotto un altro punto di vista. Poiché i professori cambiano, è vero, e forse non è nemmeno una cattiva cosa, ma cambiano probabilmente troppo. Frequento il liceo scientifico di Ronciglione, ed arrivato al quarto anno di cose ne ho viste parecchie all’interno della scuola, anche per via del meraviglioso ruolo di rappresentante di istituto che ho avuto l’anno appena passato.

Ma niente è più bello del legame che si instaura con i propri compagni di classe, e io sono davvero fortunato sotto questo punto di vista, e con i professori. Questi ultimi ti trasmettono la passione per la materia che insegnano, ti aiutano a crescere ed alcuni, magari, influiscono sul tuo futuro. Nei miei primi tre anni di liceo gli unici insegnanti rimasti invariati sono stati giusto tre o quattro, fortunatamente tra le materie preponderanti.

Anche sotto questo punto di vista sono stato particolarmente fortunato considerato che altre classi cambiano un gran numero di professori ogni anno. Eppure negli ultimi anni abbiamo parlato così tanto di continuità didattica, del rapporto che si instaura tra alunno e professore, con quest’ultimo che impara ad aiutarti nei momenti più complicati ed a spingerti oltre se ti vede particolarmente portato.

Il mio sogno, forse ormai nemmeno più per il mio ciclo di studi, è che tra qualche anno la continuità didattica diventi realtà, che tutti gli studenti abbiano un ruolo all’interno della scuola, poiché quest’ultima, ci rende cittadini del mondo. Un sogno che vede gli studenti poter avere dei professori che li seguano passo-passo nel loro percorso, che si affezionino a loro, come io, e molti dei miei compagni di classe, abbiamo fatto con alcuni dei nostri.

Spero che, prima o poi, la burocrazia porti via meno tempi agli insegnanti, e non solo a loro, dato che siamo un paese disastrato sotto questo punto di vista. È il sogno di una sinergia intra-scolastica che ho avuto modo di vedere principalmente nel mio primo anno di liceo, forse perché ero meno addentro alle faccende scolastiche, chi lo sa.

Mi auguro che non rimanga tale, che si avveri, intanto noi cominciamo un altro anno, sperando sempre per il meglio, e dando sempre il massimo. In fondo un vincitore, è un sognatore che non si è mai arreso.

Tommaso Mazzullo

 


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11 settembre, 2016

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