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Viterbo - Asilo comunale I cuccioli - Genitori sul piede di guerra dopo il mancato avvio

“Giù le mani dal servizio mensa…”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - L'asilo nido i Cuccioli

Viterbo – L’asilo nido i Cuccioli

Damian Preece

Damian Preece

Viterbo - L'asilo nido i Cuccioli

Viterbo – L’asilo nido i Cuccioli

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Da 145 bambini all’epoca d’oro, ai 28 attuali. Storia di una crisi annunciata. Quella dell’asilo nido comunale I cuccioli. Un gioiello, un tempo. Oggi, ascoltando i genitori dei piccoli (pochi), che ancora lo frequentano, la sensazione è d’abbandono.

Lo scorso anno la cuoca in malattia non sostituita. Adesso l’avvio d’anno scolastico senza mensa. La gara per le derrate alimentari è stata annullata. E i genitori sono preoccupati.

“Lo scorso anno – ricorda Damian Preece, padre di un bimbo che frequenta la struttura e responsabile del comitato di gestione – sono stati spesi soldi per la messa a norma della cucina. È validissima e tecnologica.

C’è la cuoca, “la nonna” della situazione. Tutte le mattine prepara i pasti con prodotti genuini. Almeno fino a quest’anno”. Adesso c’è poco da preparare. Mancano le materie prime. Lo scorso anno, invece, è mancata la cuoca. Senza che si sia trovata una sostituta.

“Mercoledì 7 doveva iniziare il servizio mensa – continua Preece – invece niente. Un problema simile si è presentato lo scorso anno con la cuoca che stando male si è assentata e dal comune non si sono organizzati per una sostituzione.

Stavolta lo stesso. Lo sapevano tutti che sarebbe iniziato l’anno scolastico. Hai un problema e non lo risolvi?”.

I genitori non ci stanno. Guai a chi tocca il servizio mensa. Anche perché: “Questo è solo l’ultimo di una serie di segnali – spiega Preece – che mi porta a pensare che stiano in qualche modo smantellando quell’asilo. È una mia impressione.

Tuttavia, nell’epoca d’oro, con la coordinatrice Calabrò c’erano 145 bambini. Oggi sono rimasti 28”. I cuccioli è l’unico ad avere una cucina interna.

“È un elemento di forza del nido – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) che in consiglio comunale ha chiesto lumi sulla situazione – i genitori lo hanno scelto anche per questo”. Preece conferma e pure una mamma è dello stesso avviso. “Lo conoscevo come posto perché otto anni fa c’è stata anche la mia prima figlia. Le educatrici sono il massimo che si possa avere”.

Oggi il loro numero si è ridotto drasticamente. Diverse sono passate ad altro ruolo all’interno del comune.

Lo scorso anno, per ovviare alla mancanza della mensa interna, il comune fece consegnare i pasti dalla ditta che serve le altre scuole comunali.

“Mio figlio è uno che mangia di tutto – ricorda Preece – sarà stato il sapore diverso, sta di fatto che non mangiava. Di certo non è una colpa della ditta. Sono alimenti buoni e lavorano bene, ma vuoi mettere “la nonna” che prepara il sugo dalla mattina, rispetto a quello che arriva da fuori?”.

In comune sono avvisati: giù le mani dalla cucina.

“Ci potevano dire subito che il servizio non ci sarebbe più stato. Magari avremmo portato altrove i figli. Invece abbiamo pagato e nessuno ci ha avvisati. Non si può arrivare al 7 settembre senza sapere come garantirai i pasti”.

In realtà in comune lo sanno. Da lunedì è previsto il servizio mensa esterno, in attesa di rifare la gara per le derrate alimentari, ma ai genitori la scelta non va giù.

“Già le difficoltà ci sono – continua Preece – senza che se ne debbano aggiungere altre. Come le maestre che non hanno sostitute. Se qualcuna si ammala, devono provvedere tra di loro.

Ci dicono che ci sono pochi bimbi perché ci sono poche insegnanti. E ci sono poche educatrici perché ci sono pochi bimbi”. Il classico serpente che si morde la coda.

“La verità è che non c’è un progetto di rilancio – conclude Preece – lo vogliono chiudere? Lo dicessero. Come genitori, siamo pronti a fare la nostra parte, confrontarci, dare il nostro contributo, ma finora dal comune non sono sembrati molto interessati”.


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10 settembre, 2016

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