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Anno del cinema - L'attore Lando Buzzanca alla presentazione del libro 'Sutri e la macchina da presa'

“Senza poesia nel cuore non siamo niente”

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Sutri - Anno del cinema - Lando Buzzanca riceve una targa

Sutri – Anno del cinema – Lando Buzzanca riceve una targa

Lando Buzzanca

Lando Buzzanca

Sutri - Anno del cinema - Il tavolo dei relatori

Sutri – Anno del cinema – Il tavolo dei relatori

Antonello Ricci

Antonello Ricci

 

Sutri - Anno del cinema - Italo Calcagni e Guido Cianti

Sutri – Anno del cinema – Italo Calcagni e Guido Cianti

Sutri – Lando Buzzanca a Sutri.

Successo di pubblico e critica, ieri pomeriggio, nella suggestiva cornice della chiesa di san Francesco a Sutri, in occasione della presentazione del libro di Italo Calcagni: Sutri e la macchina da presa (Davide Ghaleb Editore).

Lando Buzzanca a Sutri – slide

Iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione locale per il lancio di una campagna-volano per la valorizzazione cineturistica di Sutri e del suo territorio.

Di spicco il cast di personaggi convocati intorno a un tavolo per prendere spunto dal bel libro di Calcagni (valente guida turistica sutrina), per rievocare le proprie avventure nel mondo della celluloide e per discutere sulle prospettive aperte da questa “”nuova forma di turismo – come l’ha definita nel suo intervento Martina Salza, assessora al turismo di Sutri -, legata alla visita delle location cinematografiche, per una sempre più efficace strategia di promozione del territorio”.

Dopo i saluti del sindaco Guido Cianti e dall’assessora Salza, sotto la conduzione del produttore Nicola Calocero, si sono avventurati in aneddoti personali e riflessioni critiche il regista e documentarista Vittorio Nevano, i maestri Simone e Nello Salza. Questi ultimi sono noti musicisti, entrambi di origini sutrine, specializzati nell’esecuzione di colonne sonore per film. Nello, in particolare, ha soffiato nella sua tromba per pellicole che hanno segnato la storia del cinema: da C’era una volta in America (Sergio Leone) a La vita è bella (Roberto Benigni), per arrivare al recentissimo assolo in The hateful eight (Quentin Tarantino).

Successivamente Antonello Ricci, direttore della collana “La banda del racconto”, che ospita il volume di Calcagni, ha portato al pubblico i saluti dell’editore Ghaleb, per poi ragionare, per brevi cenni, fianco a fianco con l’autore, sul cinema quale ultima grande stagione della cultura italiana e del sentimento popolare e sull’importanza del paesaggio e delle città nella storia e nell’estetica cinematografica.

A conti fatti però e senza voler togliere niente a nessuno, mattatore della serata è stato Lando Buzzanca, attesissimo ospite d’onore. Buzzanca, un pezzo di storia del costume italiano. Chi non ricorda le sue macchiette di maschio siciliano, perennemente assatanato ma, in fondo, un po’ tonto? O il suo memorabile “Mi vien che ridere” dandy sul piccolo schermo, a fianco di Delia Scala (Signore e signora, 1970)?

Buzzanca è stato fra i protagonisti di una stagione e di uno stile cinematografico a lungo disprezzati dalla critica, ma che alla fine sono tornati agli onori della cronaca per le dichiarazioni di ammirazione rilasciate da personaggi d’oltreoceano, come Joe Dante e Quentin Tarantino.

Buzzanca. Basti pensare alle infinite pellicole che lo hanno consacrato a una popolarità incondizionata facendo letteralmente epoca e, non di rado, scandalo. Pensiamo a film come All’onorevole piacciono le donne (1972, per la regia di Lucio Fulci) o Il merlo maschio (1971, da un racconto di Luciano Bianciardi, coprotagonista una sensualissima Laura Antonelli).

Nel corso del suo intervento Buzzanca ha rievocato numerosi aneddoti sui suoi ciak a Sutri: da Colpo grosso ma non troppo (1965) a Quando le donne avevano la coda (1970). Dal pubblico non sono mancati applausi sinceri, qualche risata e molte domanda, cui l’attore (81 anni, portati in splendida forma) ha risposto con garbo e intelligenza.

Momento di commozione, vera commozione, per Buzzanca quando gli è stato mostrato un video che lo ritraeva in foto e immagini scattate e riprese sui set. Al termine del quale l’attore ha commentato: “Anche chi arriva alla vetta se nel cuore non ha un pizzico di poesia non è nessuno”.

“Volevamo saggiare il consenso dei cittadini di Sutri e del mondo della cultura, locale e non solo, intorno a questo nuovo, ambizioso progetto assolutamente inedito sul territorio – dichiara soddisfatta in chiusura l’assessora Martina Salza –. Poiché il buongiorno si vede dal mattino, direi che abbiamo fatto centro”.


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26 settembre, 2016

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