Montefiascone - E’ stata condannata a tre mesi di reclusione la 33enne accusata di aver accoltellato il compagno nel sonno.
“Non volevo colpirlo, cercavo solo di difendermi” si era giustificata la ragazza brasiliana subito dopo il suo arresto da parte dei carabinieri.
Era una sera di metà luglio dell’anno scorso quando un ragazzo di 29 anni, di Montefiascone, chiama i militari dell’Arma dicendo di essere stato aggredito nel sonno a schiaffi, pugni e, infine, con una coltellata.
Le ferite erano state giudicate guaribili in dieci giorni di prognosi.
“Per difendermi e fargli paura, ho preso un coltello - aveva detto la 33enne nella precedente udienza -. Non volevo ferirlo ma purtroppo è successo”.
Ieri mattina invece a testimoniare di fronte al giudice Silvia Mattei è stata la vittima che ha ripercorso l’aggressione di quella notte, ricordando i colpi subiti mentre era ancora in dormiveglia.
Il pm Barbara Santi ha chiesto una pena di sei mesi, aggravata anche dal fatto che la scintilla che fece scoppiare la lite era solo un futile motivo: la forte gelosia nei confronti del compagno che lavorava spesso lontano da casa.
I fendenti con il coltello avrebbero colpito il giovane fidanzato al braccio, alla gamba e al fianco.
Il giudice ha deciso di condannarla a una pena di tre mesi oltre al pagamento delle spese processuali.
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