Viterbo – Alloggi militari occupati, al via il processo.
Occuparono sette appartamenti di una palazzina del demanio militare nel 2013. Un’azione dimostrativa firmata CasaPound per sollevare il problema emergenza abitativa.
Furono denunciati e poi rinviati a giudizio in diciannove: quattordici militanti di estrema destra e cinque aspiranti inquilini di quegli alloggi dell’Aves sfitti da anni. Ieri è iniziato il processo per danneggiamento e occupazione abusiva, davanti al giudice Silvia Mattei. Parte offesa, l’esercito italiano.
Era il 9 aprile del 2013 quando i militanti di estrema destra sfondarono il portone di ingresso con una smerigliatrice, insieme a un gruppo di persone intenzionate a stabilirsi negli alloggi con le proprie famiglie. L’occupazione fu scoperta durante un normale controllo della polizia. Gli agenti della Digos avevano notato strani movimenti intorno alle due palazzine Aves sulla Tuscanese. Ai cancelli, le bandiere di CasaPound.
Tra i diciannove denunciati e oggi a processo, anche Diego Gaglini, candidato sindaco del movimento di estrema destra alle amministrative 2013. Gaglini dichiarò: “Sapevamo di andare incontro a una denuncia, ma l’esigenza di quelle famiglie è stata più forte. Hanno accettato di commettere un reato solo per disperazione. E’ giusto che la polizia si attivi subito per lo sgombero. Ma ancora più giusto sarebbe cercare di risolvere il problema”.
La replica della dirigente Digos Monia Morelli non si fece attendere: “L’occupazione abusiva è reato”. A luglio la prossima udienza, con l’ascolto dei primi testimoni della pubblica accusa.
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