Blera – (r.s.) – Immigrazione clandestina, stranieri assunti per lavori in aziende inesistenti o senza fatturato.
E’ quanto emergerebbe dalle indagini, condotte dalla squadra mobile su input della pm Paola Conti, che hanno portato quarantacinque persone (una 20ina di imprenditori e altrettanti presunti intermediari) a essere indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
A ricevere a fine estate, dopo un anno di indagini, il 415 bis anche l’agronomo Luca Torelli, presidente dell’università agraria di Blera.
Non tutte le assunzioni sarebbero state fatte per aziende inesistenti o senza fatturato. Secondo gli investigatori, infatti, alcune aziende esistevano ma, in questo caso, erano i lavori a essere fittizi o gli stranieri, una volta arrivati in Italia, venivano licenziati dopo una settimana. Così facendo, però, agli extracomunitari rimaneva il permesso di soggiorno a fini lavorativi che durava un anno.
Gli indagati, da quanto risulterebbe dalle indagini, avrebbero guadagnato sui 2500 euro a pratica. Soldi che, in alcuni casi, sarebbero stati sborsati dagli stranieri solo per essere entrati in Italia.
Secondo gli investigatori, sarebbero decine le intercettazioni telefoniche che incastrerebbero gli imprenditori. Per alcuni indagati, però, la posizione sarebbe meno grave rispetto alle altre. E’ ancora tutto da appurare ma per l’avvocato Marco Russo, che difende il presidente dell’università agraria di Blera, “Torelli ha un ruolo marginale in questa vicenda”.
“E’ indagato – continua il difensore –, in qualità di agronomo, solo per aver mandato due fax per conto di alcuni clienti che necessitavano di spedire alcune pratiche. Torelli è una persona perbene, da tutti conosciuta e stimata. Già ha chiesto di farsi interrogare dal pubblico ministero per chiarire la sua posizione e questo dimostra la sua estraneità ai fatti”.
Torelli, come altri indagati che hanno chiesto di farsi interrogare, verrano ascoltati dal pubblico i primi di ottobre.
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