Viterbo – Il comitato “Sì alla famiglia” è fuori dal processo ad Emanuela Dei.
Ieri mattina al tribunale di Viterbo ha preso il via il procedimento nei confronti della ex presidente dell’associazione Arci cultura lesbica.
La Dei è accusata di aver recato danno alla signora Carla Vanni e al comitato “Sì alla famiglia” in merito alle firme che sarebbero state apposte nella petizione online contro l’istituzione del registro delle unioni civili agli inizi del 2014.
Il danno, in pratica, è quello di aver ostacolato la petizione facendola sottoscrivere da alcune persone, nove in tutto, senza il loro consenso. Tra queste figurano nomi viterbesi “illustri” come il sindaco Leonardo Michelini e alcuni consiglieri comunali: Francesco Serra, Gianluca De Dominicis, Melissa Mongiardo, Chiara Frontini e Daniela Bizzarri.
L’avvocato Luigi Mancini ha presentato richiesta di costituzione di parte civile da parte di Carla Vanni sia personalmente che in qualità di coordinatrice del comitato “Sì alla famiglia”. Ma Carlo Mezzetti, legale di Emanuela Dei, si è opposto spiegando che quel comitato non ha né uno statuto, né un documento ufficiale che certifichi un qualche ruolo di vertice della signora Vanni.
Il giudice Autizi ha accolto l’eccezione e ha dunque stabilito che Carla Vanni sarà sì parte civile, ma soltanto per se stessa.
Il processo è stato rinviato ad aprile quando saranno ascoltati i primi testimoni del pm, tra i quali alcuni dei consiglieri comunali che avrebbero firmato, a loro insaputa, la petizione contro la costituzione del registro delle unioni civili.
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