Viterbo – (g.f.) – “Peppe era bontà e allegria”. Il Buratti, professori e studenti, ricorda Giuseppe Centamore.
Nell’aula magna del liceo Buratti, la consegna del premio della Bontà in memoria di Giuseppe Centamore, il ragazzo che ha perso la vita nella piscina di un campeggio in Francia la scorsa estate. Aveva 16 anni.
I suoi insegnanti, i compagni e i genitori hanno voluto ricordarlo anche con il premio. Ieri mattina tutti presenti, amici, compagni. I ricordi sono tanti. Si accavallano. L’emozione è forte. A microfono si fa fatica a parlare di chi non c’è più, eppure è in qualche modo presente.
Il ricordo di Giuseppe è gioioso, ma è impossibile non commuoversi. “Oggi è un giorno di gioia – sottolinea la preside Clara Vittori – nonostante la commozione. Premiamo la bontà per ricordare Giuseppe”. Era un cuore gentile. Lo ricorda così l’ex preside Paola Moscucci. C’è anche Luciana Vergaro.
La sala è piena.
In prima fila i genitori Paola e Salvatore. Tra i banchi la sorella Elisabetta. Nel muro dietro la scrivania, l’immagine di Giuseppe. Sembra guardarli uno a uno i suoi amici, e dire loro di non essere tristi. Guarda verso quei posti dove tante volte anche lui si sarà seduto.
Il premio, una targa e un assegno di 500 euro, va ad Alessandra Bempong, studentessa di quarta al linguistico Buratti. Timida, ma dai suoi occhi traspare tutta la gioia. Ringrazia con un filo di voce. “Vi ringrazio – dice Alessandra ai genitori di Giuseppe – spero che io possa un giorno toccare i vostri cuori”.
C’è già riuscita, in realtà.
“Alessandra ha già toccato il nostro cuore – dice Paola Centamore -. Giuseppe amava la scuola, non era un secchione. Amava venirci per stare con i suoi compagni e con i professori. Non diceva mai una parola negativa sugli insegnanti, anche se prendeva un 3. Giuseppe eccelleva in bontà, altruismo e sensibilità verso i più deboli”.
Commoventi i ricordi dei suoi amici. “Peppe era bontà e allegria. Doti che lo hanno fatto amare da tutti – il pensiero di Giovanni – è stato un dono aver incontrato una persona così speciale, un compagno, un amico, un fratello. A lui un grazie per la gioia che ha portato nella mia vita, per tutto l’affetto che ho trovato in lui.
Ha lasciato un gran segno, ma anche uno splendido sorriso pieno d’allegria. Sorriso che mi consola quando mi scendono le lacrime”.
Sorrideva sempre. È l’immagine che conserva un altro compagno: “Non si lamentava mai, anche quando gli facevamo qualche scherzo. Esclamava: Giuda ballerino, e basta”. Un’espressione che in sala ricordano tutti. “Non se la prendeva mai. La persona che tutti vorrebbero vicino.
Oggi premiamo la bontà e nulla poteva rappresentarti meglio della bontà. Dopo un anno e 3 mesi continuiamo a dire che quanto accaduto è ingiusto”.
Michael, della 3C, è felice che sua sorella sia amica con quella di Giuseppe: “Da lassù sono sicuro che ci osservi e hai un occhio di riguardo per tutti noi”.
Anche lui sarebbe stato d’accordo nell’assegnare ad Alessandra il riconoscimento. “Una studentessa valente – spiega la professoressa Maria Grazia Grazini – di straordinaria volontà, grande impegno e dedizione. Ha una notevole sensibilità, non solo artistica ed è di saldi principi umani, che si traducono nel rispetto verso chi le sta vicino e nella positività dei rapporti”.
La targa che i genitori di Giuseppe le hanno consegnato, ha una frase incisa: “Il profumo dei fiori si diffonde nella direzione del vento, ma la bontà dì una persona si diffonde in tutte le direzioni”.
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