Vejano – (f.b.) – Sola, sporca e con soltanto un tozzo di pane duro da mangiare.
E’ così che un carabiniere, sollecitato a intervenire da alcuni vicini della vittima, ha trovato un’anziana signora nella sua casa di Vejano a gennaio del 2010.
“Era in condizioni pietose – ricorda in tribunale il militare chiamato a testimoniare -. Sono passati diversi anni, ma se ci ripenso ancora oggi ho la pelle d’oca”.
La donna, che nel frattempo è deceduta, aveva un solo parente diretto che avrebbe dovuto occuparsi di lei: suo figlio, che però pare vivesse a Roma. A lui si rivolse immediatamente il carabiniere che si era trovato sotto gli occhi quella situazione a dir poco precaria.
“Gli chiesi di prendersi cura di sua madre – racconta -. Era un invito che mi veniva dal cuore, non un avvertimento fatto in qualità di militare dell’Arma. Ma non fui ascoltato e dopo pochi giorni scattò l’arresto nei suoi confronti per abbandono di incapace”.
Che l’anziana fosse sola da molto tempo era fin troppo chiaro. I vicini di casa avevano già avuto il sentore che qualcosa non andasse perché sul pianerottolo esterno alla porta di ingresso si propagava un cattivo odore pungente che era diventato sospetto.
“Subito dopo la segnalazione – prosegue il carabiniere – mi sono precipitato sul posto e ho provato a suonare il campanello. Da fuori sentivo la puzza, nauseabonda e insopportabile, ma nessuno mi rispondeva. Stavo quasi per sfondare la porta pensando di trovare la poveretta morta, invece dopo un po’ mi ha aperto”.
Anche a distanza di anni per il militare non è stato facile descrivere al giudice la scena che gli si presentò di fronte.
“La signora era sporca ovunque – aggiunge -. In giro per casa c’erano escrementi, immondizia di ogni genere e nulla di commestibile da mangiare. Sono rimasto sconvolto e le ho chiesto di cosa avesse bisogno e, soprattutto, se in casa aveva qualcosa da mangiare. Lei mi ha preso per mano e mi ha accompagnato alla dispensa: dentro c’era solo un tozzo di pane duro che disse di ammollare con l’acqua per nutrirsi. Nient’altro. Il mobile era pieno di mosche e sporcizia”.
L’anziana aveva problemi di udito e non era neanche del tutto presente a se stessa.
Nelle scorse udienze del processo a carico del figlio della donna alcuni vicini di casa hanno riferito che l’imputato non era del tutto sparito dalla vita della madre. Pare che ogni tanto le facesse visita e che aveva chiesto ai conoscenti dell’anziana di non portarle del cibo soltanto perché era diabetica e alcuni alimenti avrebbero potuto farle più male che bene.
Per questi motivi il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dell’uomo. Ma la tesi non è stata accolta dal giudice. Lo stato d’abbandono di quella donna era così palese e così grave che il tribunale ha deciso per una condanna a un anno di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali.
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