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Cronaca - L'analisi comportamentale di Luca Cinco del Csc del presidente e del nuovo presidente degli Stati Uniti

Le mani a cuneo di Trump e la “posa dello scattante” di Obama…

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Luca Cionco

Luca Cionco

Trump e Obama

Trump e Obama

Hillary Clinton

Hillary Clinton

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I durissimi toni che contrassegnano le campagna elettorali, ammessi da lungo tempo nelle democrazie, lasciano il posto ad atteggiamenti molto più neutrali, istituzionali, quando si sono concluse.

Per ottenere voti e consenso i candidati si attaccano senza esclusioni di colpi.

Spessissimo  tendono a suscitare emozioni, più che considerazioni razionali nell’elettorato,  parlando, per dirla con termini in voga, ‘alla pancia’ più che al ‘cervello’, incendiando così gli elettori nei comizi, sulla stampa, sul web. 

Anche la campagna per le presidenziali in Usa  ha seguito questo copione.  Durante la campagna elettorale il neoeletto presidente Trump ha attaccato con toni fermi e rabbiosi non solo la candidata Clinton, ma anche il presidente uscente Obama.

Ricordiamo tutti quando ha contestato le sue origini  americane  o quando  lo accusava  di essere perfino il “fondatore dell’Isis”! 

Rammentiamo anche le puntuali ed  ironiche risposte di Obama: “Ha speso molti anni incontrando leaders di tutto il mondo: Miss Svezia, Miss Argentina, Miss Azerbaijan…”.

Ad  urne chiuse, che  hanno consegnato  l’America nelle mani di “Donald Duck”, così insignito dal web, i due presidenti  si sono incontrati  ma  le tensioni sono rimaste tutte.  Infatti, nonostante le parole e il comportamento più pacati di entrambi, si è riscontrata una  latente una rabbia repressa, espressa, in particolar modo, attraverso le espressioni facciali durante la loro stretta di mano.

I segni della rabbia si notano soprattutto nell’azione muscolare che costringe le labbra, che è una delle rappresentazioni di questa emozione. Ma anche la postura tradisce gli stati d’animo. Nella posizione a sedere, dei due, il neo eletto presidente si mostra in vantaggio psicologico in quanto, nello stringere la mano di Obama, espone il dorso della mano e cerca di piegare verso il basso il braccio di quest’ultimo.

Obama è intento a cercare parole per congratularsi, si mostra teso ma controllato, giunge spesso le mani l’una sull’altra, cerca parole che però escono con estrema difficoltà, inserisce interiezioni e lunghe pause, a dimostrazione del suo  disappunto.

Vi è di più: il presidente “abbronzato”, citando una esternazione divenuta suo malgrado tristemente ‘famosa’, pone in essere, inconsciamente la così detta “posa dello scattante”. Nel linguaggio del corpo questa postura si utilizza quando la mente vuole andarsene da una determinata, pesante situazione ma, il corpo deve rimanere in loco ancora per altro tempo.

Viceversa  il presidente Trump si mostra molto sicuro di sé, giungendo spesso le mani “a cuneo”. Una posa che si vede spesso utilizzare anche dalla cancelliera Merkel, dall’ex primo ministro Mario Monti e da altri personaggi influenti che sono convinti di “saperne di più”, che è poi il  vero significato di questo gesto.

Spendiamo anche  due parole su quelle che sono state le reazioni della Clinton quando ha riconosciuto pubblicamente la sconfitta.

Durante il suo discorso mostra chiaramente segni di tristezza negli occhi, che sono resi  brillanti dal riflesso delle luci che le illuminano quel taglio di capelli, così tanto  imitato e copiato in tutto il resto del mondo. Mentre gli occhi della sconfitta si tingono di tristezza,  la bocca  rivela un’emozione differente, di rabbia. E’ chiaro quindi quale fosse realmente lo stato d’animo della  Clinton.

Ma la tristezza appare molto chiaramente anche  dall’incurvamento delle labbra di Bill Clinton, che è  dietro di lei. Emozioni che i due coniugi del Partito democratico, hanno cercato invano di trattenere e che  gli obiettivi dei fotografi hanno immortalato in tutta la loro completezza.

Non è passato inosservato, tra l’altro,  neanche il  loro abbigliamento, coerente con il comportamento di tristezza e disappunto malcelato. Bill si presenta con la cravatta intonata alla maglia e ai risvolti della giacca della moglie: un vero e proprio “viola addobbo funebre”, tanto per scomodare il fortunatissimo “Secondo tragico Fantozzi”.

Luca Cionco 
Direttore della scuola di alta formazione in Analisi comportamentale del Csc – Centro per gli studi criminologici

 


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13 novembre, 2016

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