Viterbo – “Le scuole della provincia sono sicure”.
Il presidente Mauro Mazzola mette un punto alla protesta degli studenti che nei giorni subito dopo i terremoti del 26 e del 30 ottobre hanno messo in dubbio la stabilità degli edifici scolastici provinciali.
E lo fa davanti a una delegazione di studenti e alla presenza dei tecnici e ingegneri che hanno lavorato per assicurarsi che tutte le scuole fossero sicure e agibili.
“La Provincia – dice Mazzola – ha lavorato senza badare a orari o giorni di festa per assicurarsi che tutti gli istituti di competenza fossero agibili e stabili. E un punto voglio che sia chiaro: chi ha detto che non c’erano danni non sono io ma i tecnici che firmando i verbali si prendono la responsabilità di quello che dicono. Sono loro a doverlo certificare, non voi o i genitori”.
Intanto sotto Palazzo Gentili alcuni studenti protestano contro il presidente Mazzola.
La Provincia per effettuare tutte le verifiche ha impiegato tre giorni. Organizzando il personale in tre squadre.
Tre squadre composte dagli ingegneri Ernesto Dello Vicario, Michele Clemenzi e Fabrizio Purchiaroni e i geometri Rita Santini e Mariano Di Pietro.
“I controlli che abbiamo fatti – spiega l’ingegnere Dello Vicario – sono stati eseguiti secondo norma, sensibilità e responsabilità. Gli edifici sono stati controllati secondo le norme Aedes che vengono utilizzate in caso di sisma per valutare se ci sono stati danni in seguito ai terremoti. Non si tratta quindi di verifiche di idoneità statica dell’immobile, o certificato collaudo. E le abbiamo usate anche se il nostro territorio, per fortuna, non è stato colpito dall’emergenza
Quello che dico con chiarezza e che abbiamo anche certificato è che nessuna scuola ha presentato danni, non è emersa nessuna situazione di pericolo”.
La Provincia nell’ultimo anno ha speso quasi un milione di euro per riammodernare alcune strutture e ha speso circa 500mila euro la manutenzione ordinaria.
“È chiaro – dice ancora il presidente Mazzola – che le scuole hanno continuamente bisogno di interventi. Noi abbiamo speso tutto quello che avevamo. A questo punto quello che posso proporvi è avviare una collaborazione per visitare insieme le scuole e capire dove sono i problemi. Facciamo insieme i sopralluoghi perché credo che il rispetto per la scuola deve esserci da parte di tutti. E qui voglio dirvi una cosa, avete pubblicato foto di danni alla scuola che pensavate fossero stati causati dal sisma, perché non avete pubblicato anche quelle di porte rotte per calci e pugni?”
Alla riunione i rappresentati degli studenti delle scuole superiori della Tuscia hanno accolto positivamente la proposta di collaborare per i sopralluoghi.
“Se vi sono state polemiche o sono stati diffusi dati errati – dice Francesco Boscheri presidente della consulta studentesca – , è bene avere contatti diretti con l’amministrazione. Le nostre aule, i nostri edifici hanno una certa età e sono in evidente stato di fatiscenza, c’è un lavoro da fare che non deve fermasi sulla semplice manutenzione per questo accogliamo positivamente l’idea dei tour nella scuola”.
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