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Viterbo - Comune - Migranti - Dibattito in quarta commissione - Per ospitare 60 richiedenti asilo - Buzzi (FdI) rivela: possibili fino a 3mila arrivi nella Tuscia

“Un campo profughi all’ex fiera”

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VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione - Troili, Grillo, Michelini e Troncarelli

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione – Troili, Grillo, Michelini e Troncarelli

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione - Cario Rossi

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione – Cario Rossi

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione - Grillo, Michelini e Troncarelli

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione – Grillo, Michelini e Troncarelli

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione

VIterbo - Quarta commissione sull'immigrazione

VIterbo – Quarta commissione sull’immigrazione

Viterbo – (g.f.) – “Campo profughi all’ex fiera di Viterbo”. Nel parcheggio e in container, arriveranno sessanta.

Luigi Maria Buzzi, consigliere FdI non trova altri termini per descrivere la struttura in allestimento

È in effetti un centro d’accoglienza temporanea, ma nei fatti sembra altro. Stamani il vice prefetto Salvatore Grillo in quarta commissione ha fatto il punto della situazione.

Riunione dai toni accesi, con la presenza d’imprenditori. Preoccupati.

“Sono previste sessanta persone – spiega Grillo – in modo temporaneo. La situazione è d’emergenza, una ventina d’arrivo ce li aspettiamo nelle prossime ore”. Non sulla Cassia nord. Il sito non è ancora pronto.

All’ex fiera sarà un punto d’accoglienza temporaneo solo per le persone ospitate. Si alterneranno, mentre la struttura resterà.

“La mia azienda – spiega Carlo Rossi, la cui impresa confina con l’insediamento – è divisa da una siepe. Siamo conosciuti in tutta Italia e all’estero.

Lì ci sono problemi, grossi, anche per gli impianti di fognatura. Serve un protocollo d’intesa fra enti e operatori in zona, se non rispettato, salta tutto. Ma se nel frattempo arrivano i migranti, del protocollo che ce ne facciamo?”.

I consiglieri rumoreggiano. In particolare, zona opposizione. “Questo tipo d’accoglienza che lei ci sta spiegando – incalza Gianmaria Santucci (Fondazione) – è assurdo.

Un modello inaccettabile dentro un parcheggio e in container. Ma quella è una condizione vivibile?”.

Grillo alza le braccia. “Siamo in emergenza – osserva il vice prefetto – purtroppo non abbiamo di meglio. Le quote del Lazio a luglio sono saltate. Dal 5,8 siamo passati al 10%”.

Giulio Marini (Fi) non è convinto. “In un parcheggio in quella che è zona agricola, io non potrei e nemmeno quindi le istituzioni possono, realizzare una simile struttura. Non si può fare”.

Pure il suo collega Claudio Ubertini che ha sollecitato Grillo, è piuttosto contrariato.

Le notizie dalla prefettura, dopo la riunione di ieri, non sono buone. “Ieri il prefetto ha ci ha detto che attualmente nella Tuscia ci sono 1100 ospiti e se ne aspettano altri duemila – osserva Luigi Maria Buzzi (FdI) – una cifra che creerà ancora allarmismo.

La prefetta Rita Piermatti ha sottolineato che questo è l’unico sistema d’accoglienza, altrimenti devono requisire le strutture.

È nei fatti un campo profughi.

Tra l’altro, ha sottolineato l’aspetto economico derivante dall’ospitalità. Si crea lavoro. È gravissimo secondo me e glielo ho detto.

Io ho avuto da ridire, mi sembra un modo poco etico fare affari coi migranti. Lo trovo scandaloso, ma lei ha replicato in modo ancora più scandaloso, con l’esempio della vendita di farmaci antitumorali. Poco etico pure quello le case farmaceutiche lucrano?

Le ho detto che chi è malato non se lo cerca. Un paragone inopportuno.

Poi ha spiegato come a Riace, con i fondi ricevuti hanno riqualificato il comune”.

Il sindaco Leonardo Michelini ha provato a stemperare gli animi, con la proposta del protocollo d’intesa: “Per arrivi imprevisti e imprevedibili in un insediamento dove ci sono attività economiche, va garantita la dignità ai migranti, con opere d’urbanizzazione, allaccio Enel, fogne, impianto idrico. Tutto a norma con condizioni minime sanitarie certificate dalla Asl.

Ma non devono essere condizionate le attività esistenti”.

Sul fronte sicurezza, il vice prefetto Grillo rassicura, i controlli, come avviene in situazioni analoghe, ranno rafforzati.

“Ma siamo persi nel mondo – incalza Rossi – non c’è luce fuori, se non quella delle aziende”. Mentre per il comune, Grillo ha ricordato la proposta del governo, i 500 euro una tantum a migrante per le amministrazioni che li ospitano.


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4 novembre, 2016

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