Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Marco de Grandis al presidente della Provincia Mauro Mazzola sull’adeguamento sismico degli edifici scolastici di Viterbo.
Come certamente saprà, dopo il terremoto in Puglia e Molise del 2002, è stata emanata l’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, che riclassifica l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità e introduce l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti per finalità di protezione civile.
Tra questi ultimi rientrano anche le scuole. Ciò premesso, mi riferisco, in particolare, al liceo ginnasio e linguistico “M. Buratti” e allo scientifico “Paolo Ruffini” di Viterbo che continuano a utilizzare i vecchi locali, il primo in via Carletti (con la sede succursale di palazzo Grandori) e il secondo in piazza Dante Alighieri a cui si aggiunge l’edificio di Via della Verità.
Si tratta i tutti i casi di immobili risalenti a ben prima degli anni settanta del secolo scorso. Proprio in ragione del fatto che i suddetti edifici sono stati costruiti in anni di gran lunga precedenti all’emanazione delle nuove norme antisismiche, come genitore e come cittadino mi pongo la necessità di acclarare una volta per tutte il loro lo stato in relazione alla citata ordinanza.
Pertanto, mi rivolgo a lei in quanto rappresentante legale dell’ente proprietario, per chiederle ufficialmente se tutti i locali dei sopra indicati istituti scolastici rispettano pienamente i requisiti in termini di adeguamento sismico prescritti dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 e, in caso affermativo (come mi auguro che sia), Le chiedo gentilmente di indicare tutti i riferimenti certificativi dell’avvenuto adeguamento.
Marco de Grandis
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