Civita Castellana – Finti poliziotti sequestrano quattro persone, in due a processo.
Sono finiti davanti al giudice Rita Cialoni del tribunale di Viterbo i due arrestati dell’operazione Geko, condotta nell’aprile 2011 dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Civita Castellana.
A.G., 53 anni, e M.D.B, 51enne, devono rispondere di estorsione e sequestro di persona.
Le indagini scattano nel novembre 2010 quando uno dei due uomini chiama una ditta di Fabrica di Roma che installa pannelli fotovoltaici e termocamini per estorcere circa ottomila euro. Una settimana dopo, grazie a un documento falso e spacciandosi per appartenenti alle forze speciali di polizia, sarebbero entrati nella sede della ditta per poi sequestrare quattro dipendenti. Poi avrebbero colpito con il calcio di una pistola scacciacani il rappresentante della ditta, provocandogli una serie di lesioni.
A.G. e M.D.B., forse spaventati dalle ferite dell’uomo, non sarebbero riusciti a portare via il denaro e sono fuggiti. I carabinieri, dopo mesi di indagini, sono risaliti agli arrestati, oggi imputati, grazie alle tracce di sangue ritrovate sul luogo dell’aggressione.
A.G. è stato fermato a Civita Castellana, mentre M.D.B. è stato bloccato a Roma. Con sé aveva un pistola. Le operazioni hanno portato anche a una serie di perquisizioni a Roma e nella provincia, in seguito alle quali i carabinieri di Civita Castellana hanno ritrovato il materiale usato dai malviventi, fra i quali due pistole scacciacani con le munizioni e un falso tesserino di riconoscimento.
Geko il nome dell’operazione. Sia per il modo di agire degli autori che hanno osservato le loro vittime prima di colpire, sia per quello degli investigatori che prima di prendere i due soggetti hanno indagato a lungo.
A.G. e M.D.B. sono ora a processo con l’accusa di estorsione e sequestro di persona. Due le persone costitute parte civile nel procedimento. A giugno la prossima udienza.
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