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Grastronomia - La ricetta di Natale della food blogger Valentina Scarnecchia per i lettori di Tusciaweb

Sulla tavola “shocking” passatelli, ravioli e tacchino ripieno

di Paola Pierdomenico
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Valentina ScarnecchiaValentina Scarnecchia

Valentina Scarnecchia

Valentina Scarnecchia

Valentina Scarnecchia

Genova – Al telefono è proprio come in televisione. Una voce simpatica e allegra che corrisponde alla sua personalità piena di sole. Valentina Scarnecchia, food blogger, cuoca, giurata in tv per Cuochi e fiamme su La 7 e molto altro, nonostante gli impegni, non si è tirata indietro alla richiesta di consigliare ai lettori di Tusciaweb una ricetta per il giorno di Natale.

Figlia della seconda moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadjik, dice di seguire la politica da osservatrice. Non è per niente scontata nemmeno nel look, su cui spesso osa con stili diversi. Un po’ come per la sua cucina che che unisce cibi “scioccanti” a quelli della tradizione. Non a caso il nome del suo blog è “ShockingCooking”. Per Natale resta, però, legata al passato.

Come diventi una food blogger?
“Nel mio caso – dice Valentina – è stato un caso. Nel senso che io ho sempre avuto la passione per la cucina, perché, da me, cucinavano tutti, mio nonno, mia nonna, mia madre e mio padre, che addirittura adesso fa lo chef e ha un ristorante a Roma. Sono stati loro a insegnarmi e non ho mai fatto corsi.

Alla fine del 2009, ho aperto il blog, ma, all’inizio, era frequentato da mia mamma e le mie amiche… pochissime persone, insomma. Poi c’è stata l’occasione di fare un programma su Lottomatica tv con la mia amica Serena Garitta, che ha vinto il Grande Fratello qualche anno fa, e, da lì, il blog ha iniziato a fare più visite. Ho fatto il provino per la “Terra dei cuochi” con Antonella Clerici e sono arrivata seconda.

Una serie di casualità che mi hanno portato a lasciare il mio lavoro di maestra d’asilo per intraprendere questa nuova carriera da cuoca freelance”.

Perché “ShockingCooking”?
“Perché, all’inizio almeno, erano ricette un po’ particolari fatte con cervella e lingua, ingredienti, insomma, che non si usano giornalmente nelle tavole degli italiani. Poi c’erano tantissimi piatti etnici perché mio nonno era iraniano. Mi era venuto in mente quel nome e così è rimasto”.

La cucina che ti rispecchia di più?
“I primi piatti della tradizione della cucina italiana. Faccio spesso l’amatriciana, la carbonara e la pasta al pesto, visto che vivo a Genova”.

Il primo piatto che hai fatto e dopo il quale hai capito che quella sarebbe stata la tua strada?
“Le mezze maniche alla carbonara, che sono state anche il piatto che poi ho portato nei vari ristoranti a Roma, dove ho lavorato. Sempre molto apprezzate ed è infatti, il mio cavallo di battaglia. Può sembrare una cavolata farla, ma in realtà bisogna capire bene come non cucinare l’uovo o tenere il guanciale croccante. Insomma, ci vuole tecnica per fare una carbonara come si deve”.

Cosa ti emoziona?
“Vedere le facce delle persone quando faccio un regalo o quando cucino un piatto”.

Per chi vorresti cucinare?
“Mmmh – ci pensa un po’ – per Cracco… vorrei vederlo mangiare qualche mio piatto”.

Le donne spesso hanno un rapporto conflittuale col cibo, il tuo, invece, sembra così naturale…
“Sono anche io, come tutte le donne del mondo, in lotta col peso. Periodi in cui devo perdere un chilo, tre o magari quattro. La prendo con molta filosofia, perché la settimana è lunga, fatta di sette giorni, per cui mangio sano durante la prima parte e mi lascio i “bagordi” al weekend. Ho trovato un equilibrio”.

Con la politica, invece, come va?
“Ascolto e leggo molto. Essendo coinvolta direttamente, ho imparato in questi anni a non dare giudizi. Mi limito a guardare e a stare attenta, la mia inclinazione politica è molto privata”.

Che progetti futuri hai?
“Sto per registrare una puntata della “Prova del cuoco” e, in questo momento, ho un appuntamento di lavoro, finalmente a Genova, che non mi sembra vero, con una rete televisiva ligure che mi vuole dare un programma televisivo tutto mio. Sarebbe bello poter lavorare nella mia città, visto che è una cosa che non faccio mai”.

Qual è la tua ricetta per vivere bene?
“Essere felici con pochissime cose, cercando di accumulare il meno possibile, a livello di denaro e oggetti. Stare bene con sé stessi, che sembra una banalità e che è invece una verità”.

Cosa consigli di mangiare ai nostri lettori per Natale?
“Mia nonna, per anni e anni, ha fatto i passatelli in brodo di cappone, che sono una ricetta tipica romagnola. Una specie di vermicello, che si tira con un macchinario speciale, e viene fatto con parmigiano, pan grattato, uova, scorza di limone e pepe.

Sono eccezionali ed è il piatto che mangio per cena, mentre a pranzo faccio i ravioli liguri al tocco ripieni di borragine, erbe varie e carne, conditi con un ragù in bianco con bacche di ginepro lasciato cuocere per dieci ore. Per secondo, invece, tacchino ripieno, che di solito fa mia mamma, riempiendolo di prugne, castagne e salsiccia. Sono molto tradizionale – conclude Valentina – nonostante il mio shockingcooking”.

Paola Pierdomenico


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23 dicembre, 2016

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