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Apertura anno giudiziario - La relazione del presidente della Cassazione Giovanni Canzio - L'Anm diserta la cerimonia: "Governo sceglie i giudici"

“Indagini troppo lunghe, stop ai processi mediatici”

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Giovanni Canzio - Primo presidente della Cassazione

Giovanni Canzio – Primo presidente della Cassazione

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

La Suprema Corte di Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione

Roma – Critica le indagini, “già di per sé troppo lunghe”, e le “distorsioni del processo mediatico” il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio. L’occasione è la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, nel palazzo della suprema Corte a Roma, la prima della storia che non vede la partecipazione dell’associazione nazionale magistrati. L’Anm, infatti, è in polemica con il governo per il mancato rispetto degli accordi sui correttivi al decreto sulla proroga dei pensionamenti solo per alcuni magistrati e sulla legittimazione ai trasferimenti e ha deciso di disertare l’evento.

“Merita di essere presa in seria considerazione la proposta di aprire talune, significative finestre di controllo giurisdizionale nelle indagini, piuttosto che prevedere interventi di tipo gerarchico o disciplinare”, dice Canzio in uno dei passaggi salienti della sua relazione. Il primo presidente della Cassazione critica anche le indagini “già di per sè troppo lunghe” e le “distorsioni del processo mediatico”, favorite anche dalla “spiccata autoreferenzialità” di taluni pm.

Poi il terrorismo internazionale. “Contro questa terribile minaccia – continua Canzio – occorrono adeguate misure di polizia e prevenzione, un maggior coordinamento delle indagini anche con l’istituzione della procura europea, e un efficace sistema repressivo, fino a configurare gli atti di violenza terroristica come crimini contro l’umanità”. Nella sua relazione il primo presidente sottolinea che un carcere più umano attenua il rischio di radicalizzazione.

Cangio parla anche di prescrizioni. “In Cassazione, il numero è irrisorio – dice – ma appare comunque irragionevole che la prescrizione continui a proiettare gli effetti estintivi del reato nel corso del processo, pur dopo la condanna di primo grado, mentre sarebbe più corretto intervenire con misure acceleratorie sulla durata dei giudizi di impugnazione. La Cassazione non può e non intende sottrarsi al dovere di apprestare tutela ai diritti fondamentali della persona, seguendo il criterio guida dell’interesse preminente del minore. Ma demandare il via esclusiva alla giurisdizione la soluzione di questioni su scelte etico-sociali non è la via preferibile. Sarebbe da privilegiare il percorso ermeneutico disegnato sulla base di una chiara ed esplicita volontà legislativa”. Canzio chiede una legge per le adozioni e i figli di coppie ‘same sex’.

All’inaugurazione dell’anno giudiziario, anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “L’azione di riforma proseguirà, ma si è già sensibilmente ridotto il peso di quelle patologie, cronicizzatesi nel corso di troppi anni. Dovevamo misurarci con tre emergenze – sottolinea Orlando -: il sovraffollamento carcerario, le carenze di personale, la mole dell’arretrato e i tempi della giustizia. Le abbiamo affrontate”.

A chiedere un ritorno del dialogo tra Anm e Governo è stato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. “Superare le difficoltà del rapporto – è l’appello – attingere al proprio senso di responsabilità, alimentando la cultura del dialogo”.

A spiegare le ragioni per le quali il sindacato delle toghe ha disertato la cerimonia, è stato il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo. “Il governo pensa di poter decidere chi deve fare il giudice e chi no, e questo non è consentito dalla Costituzioni e dalle convenzioni internazionali”. Davigo parla di vulnus all’indipendenza “che non ha precedenti nella storia italiana”.


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26 gennaio, 2017

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