Viterbo – Per otto mesi non paga il mantenimento alla ex. E la donna, disoccupata, non ha i soldi per comprare i libri di scuola al figlio. Ma sopratutto non sa come farlo mangiare. “Fortunatamente c’era mio padre”, dice al giudice Silvia Mattei.
I fatti in un paese della provincia di Viterbo. Da marzo a novembre 2012, un uomo, padre di famiglia, non paga il mantenimento alla ex moglie. La cifra, stabilita dal tribunale di via Falcone e Borsellino, era di 250 euro al mese. Ma quei soldi la donna non li ha visti per otto, lunghi, mesi.
Scatta così la denuncia, che fa finire l’uomo a processo. “Ero un’insegnante precaria e in quel periodo non avevo un lavoro – spiega l’ex moglie in aula -. Non avevo uno stipendio e il padre di mio figlio non pagava il mantenimento. Non avevo un euro, né per comprare i libri di scuola a mio figlio né per farlo mangiare. Fortunatamente c’era mio padre che ci ha dato una mano”.
L’imputato è un agente di polizia penitenziaria. “Lavorava – continua l’ex moglie – ma non sapevo gli avessero pignorato lo stipendio e tolto la casa. Ora, se potessi tornare indietro, non sporgerei nessuna denuncia, ma cinque anni fa non sapevo come far crescere mio figlio”.
Secondo la difesa, l’uomo ha fatto di tutto per pagare il mantenimento alla ex, ma non ne aveva le possibilità. “Ora ha restituito tutti i 2mila euro”, conclude la donna.
A inizio estate la decisione del giudice. L’uomo, per aver violato gli obblighi di assistenza familiare, rischia fino a un anno di reclusione.
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