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L'isola che non c'è - Fondazione - L'obiettivo della Asl per il cantiere del corpo A3 - Il direttore sanitario Antonella Proietti e quello di cure primarie Giuseppe Cimarello dopo le recenti inchieste della magistratura assicurano: "Controlli sui dipendenti sempre incisivi, ma li potenzieremo"

“Belcolle, entro l’anno la ripresa dei lavori”

di Raffaele Strocchia
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Viterbo - Il corpo A3 dell'ospedale di Belcolle

Viterbo – Il corpo A3 dell’ospedale di Belcolle

Giuseppe Cimarello e Antonella Proietti

Giuseppe Cimarello e Antonella Proietti

Viterbo – Fondazione - L'isola che non c'è – Sanità

Viterbo – Fondazione – L’isola che non c’è – Sanità

Antonella Proietti

Antonella Proietti

Viterbo – Fondazione - L'isola che non c'è – Sanità

Viterbo – Fondazione – L’isola che non c’è – Sanità

Giuseppe Cimarello

Giuseppe Cimarello

Viterbo – Belcolle, un ospedale ancora incompleto. I lavori del corpo A3 sono fermi da tempo, ma la Asl punta a riaprire il cantiere entro la fine del 2017. Lo hanno annunciato ieri il direttore sanitario dell’ospedale viterbese Antonella Proietti e il direttore dell’unità operativa cure primarie Giuseppe Cimarello dal palco di Fondazione, al Caffè Letterario di via Garbini.


Gallery: Evento Fondazione: Viterbo città malata? – slide


La sanità il tema del secondo incontro organizzato dal movimento di Gianmaria Santucci. “Viterbo, una città malata?”, la domanda. “La mancanza dei posti letto, dovuta soprattutto al non completamento dell’ospedale cittadino, è un elemento di criticità – ammette Antonella Proietti -, ma stiamo lavorando affinché si possa creare una rete ospedaliera con gli altri tre presidi provinciali: Tarquinia, Civita Castellana e Acquapendente. Belcolle sarà il centro di primi livello e ogni presidio avrà una propria vocazione, per una maggiore sicurezza del paziente e per cercare di contrastare il fenomeno della migrazione, un aspetto fortemente critico dell’azienda sanitaria viterbese”.

La Asl è la più grande azienda della Tuscia, con più di 3mila dipendenti. Come e chi controlla che facciano tutti il proprio lavoro? “La normativa interna – spiega Proietti – stabilisce che la vigilanza spetti al direttore dell’unità operativa”.

Una struttura piramidale che, stando a una recente inchiesta della procura, sembrerebbe non funzionare alla perfezione. Ventitré medici e infermieri indagati. Tra questi anche il primario del centro trasfusionale che, sulla base della normativa Asl, avrebbe dovuto controllare chi lavora nel reparto. “La presenza del dirigente tra le persone direttamente coinvolte non ci ha permesso di renderci conto delle presunte violazioni, se non dopo l’intervento della Guardia di finanza – ammette Proietti -. Ora l’ufficio provvedimenti disciplinari, da giorni riunito a oltranza, sta valutando tutte le situazioni. La linea dell’azienda è senza dubbio rigorosa, ma prima di prendere nuovi provvedimenti stiamo analizzando l’entità delle presunte violazioni, caso per caso”.

Per il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, moderatore del dibattito, servono anche controlli trasversali. “Questo spiacevole episodio – dice Proietti – ci spingerà a studiare una diversa metodologia di verifica. Non più solo controlli verticali ma anche orizzontali, affinché possiamo accertare la correttezza dell’operato di tutti i dipendenti”. Per Giuseppe Cimarello, direttore dell’unità operativa cure primarie, “la Asl è da sempre molto incisiva nei controlli. Non è mai stata omissiva”.

Per i ventitré indagati l’accusa è, a vario titolo, di falso e truffa per assenteismo. Ma dodici tra medici e infermieri avrebbero, secondo l’accusa, gonfiato i propri stipendi per un importo complessivo di un milione e 300mila euro. Come recuperare questa cifra? “E’ stata nominata una commissione ispettiva che sta lavorando per quantificare il danno erariale – spiega Proietti -. Al termine verrà redatta una relazione e i risultati inviati alla corte dei conti”.

Poi l’ospedale di Belcolle che tra nuovi ascensori, una nuova pavimentazione e finalmente una hall d’ingresso sembra si stia rifacendo il look. “Le criticità strutturali ci sono – ammette Proietti -, ma i lavori sono in corso. Come quelli di pavimentazione che termineranno tra marzo e aprile. Per l’occasione verrà fatta anche una riorganizzazione dei reparti. Poi la sostituzione degli ascensori. Inizieremo con quattro, anche se andrebbero cambiati quasi tutti, ma purtroppo mancano i fondi. Con nuovi spazi invece verrà valorizzato il laboratorio di genetica medica, nostro fiore all’occhiello, e ci sarà l’allargamento del reparto di ematologia, oltre al nuovo centro Aids nella palazzina C”.

Belcolle, l’ospedale incompleto e dai mille ingressi. Ma novità ci sono anche su questo fronte. “L’ospedale avrà presto un’entrata principale – promette Proietti – che verrà realizzata nei pressi del bancomat, e stiamo facendo di tutto per riaprire il cantiere del corpo A3 entro la fine del 2017. I lavori, che comprendono anche la modernizzazione di un progetto ormai datato, sono fondamentali. Con il nuovo blocco, infatti, Belcolle avrà tutti i posti letto necessari”.

Sul palco di Fondazione, nella sala principale del Caffè Letterario, anche Giampaolo Pierini e Ilaria Paolasso di Villa Immacolata, Vittorio Ricci (Fials), Mario Malerba (Cisl), Massimo Basili (Ugl) e il presidente dell’ordine dei medici di Viterbo Antonio Lanzetti.


L’isola che non c’è – Fondazione – Viterbo città malata?


Sui ventitré medici e infermieri indagati, il segretario Malerba ha chiesto la linea dura. “Se la colpevolezza verrà dimostrata, non dovrà esserci alcuno sconto – dice -. E’ comunque incredibile che nessuno si sia accorto che gli stipendi di questi dipendenti lievitavano. La direzione strategica della Asl deve controllare quello che, oltre lo stipendio, viene erogato in più per prestazioni occasionali”. “Fortunatamente – sottolinea il presidente dell’ordine dei medici, Lanzetti – questi spiacevoli episodi non hanno avuto nessuna ricaduta sul servizio reso ai cittadini. Il reparto di medicina trasfusionale ha sempre funzionato bene”.

Raffaele Strocchia


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6 febbraio, 2017

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