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Gastronomia - Gli ingredienti di Eugenio Morrone tutti a chilometro zero

Il gelataio campione d’Europa usa le nocciole della Tuscia

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Eugenio Morrone

Eugenio Morrone

Viterbo – Usa le nocciole della Tuscia il gelataio campione d’Europa. Eugenio Morrone, nato 33 anni fa a Zagarise, poche anime in provincia di Catanzaro, alla fiera del gelato a Rimini si è aggiudicato il premio eccellenza con il gelato Mascarpino: un mix tra il formaggio cremoso e pinoli del litorale laziale. Morrone nei suoi dodici anni a Roma non solo ha perfezionato la tecnica, ma è diventato anche delegato della regione. 

Il campionato europeo, invece, lo ha vinto con un mandarino calabrese tardivo, insaporito da un infuso di zenzero e menta piperita. E pensare che gli agrumi per lui sono sempre stati un tabù. “Ne mangerei a chili, ma soffro di ulcera sin da quando ero piccolo e devo evitarli”, racconta Morrone alla giornalista Maria Egizia Fiaschetti del Corriere della sera.

“Ho iniziato a lavorare in pasticceria da ragazzino — ricorda —. Il gelatiere si era infortunato e toccò a me sostituirlo. Scoprii un mondo e la stagione successiva chiesi di essere confermato”. Dalla Sicilia, dove si è formato, alla Capitale. “A Roma mi sono subito sentito a casa e ho incontrato le persone giuste. Mi sono messo a studiare chimica e a lavorare sugli abbinamenti”.

La sua filosofia punta sul naturale. Nella sua gelateria al Pigneto, ‘Il cannolo siciliano’ di piazza Malatesta, banditi primizie, semilavorati e ingredienti industriali. Non solo. Morrone privilegia anche il chilometro zero. Nel Mascarpino, ad esempio, per bilanciare il sapore acidulo del formaggio usa pinoli del Circeo, resinosi e dolciastri. Locali anche le nocciole del viterbese e le arance bionde di Fondi.

Il suo gusto preferito? “Il pistacchio. Tutti scrivono che quello di qualità è di Bronte, ma è impossibile che una produzione così limitata possa coprire la domanda mondiale. Ne ho anche io una piccola riserva, ma in alternativa utilizzo i pistacchi di Raffadali, nell’agrigentino, o quelli di Stigliano, in Basilicata: l’importante è saper dosare il grado di tostatura”. La sua prossima alchimia? “Charlie, in ricordo di Charlie Hebdo perché è una storia che mi ha molto colpito. Sarà con mela smith, menta piperita e zenzero”. 

Tra un cono e una coppetta, Morrone si prepara a volare negli Stati Uniti: in autunno sarà testimonial al Gelato festival. Contattato da una rete tv per un talent show sul mondo della gelateria, ha dovuto declinare l’offerta: “Tra qualche giorno sarò padre di una bimba”. Ma se è calabrese, perché ha chiamato la pasticceria ‘Il cannolo siciliano? “Per fare contenta la mia fidanzata”, dice.


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6 febbraio, 2017

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