Fabrica di Roma – Rissa davanti al bar, tutti prosciolti. Non era però rissa, ma un pestaggio. E la vittima, che ha riportato solo ferite lievi, non ha sporto denuncia. Inizialmente erano imputati di rissa in cinque, un marocchino, tre albanesi e un macedone. Poi si è scoperto che il marocchino ce le ha soltanto prese ed è diventato parte offesa nel processo in cui per gli altri quattro è scattata la denuncia per lesioni personali aggravate.
Ieri l’immigrato, un artigiano, ha spiegato al giudice Silvia Mattei che le lesioni si sono risolte con quindici giorni e di non avere nemmeno sporto querela. Ergo, il giudice, data la lievità dei danni, ha escluso l’aggravante e prosciolto gli imputati per difetto di querela. “Io faccio il fabbro e uno di loro il muratore. Gli avevo chiesto se mi trovava qualche lavoretto, poi abbiamo litigato. E quella sera ci sono messi in mezzo alcuni suoi amici. Poi ci siamo chiariti”, ha precisato la vittima al giudice, spiegando il movente alla base del pestaggio.
Il parapiglia risale al 13 aprile 2015. A chiamare soccorritori e carabinieri sono stati i gestori del locale. In manette sono finite cinque persone, tra i 30 e i 53 anni, acciuffati dopo un tentativo di fuga. In due sono finiti al pronto soccorso dell’Andosilla. Uno se l’è cavata con una prognosi di due giorni. Il marocchino è quello che ha riportato le lesioni più gravi. Fu dimesso con un mese di prognosi. Ma ieri ha spiegato di essere tornato al lavoro subito e di essere guarito in due settimane. “Non ho fatto denuncia”, ha detto. Fine della storia.
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