Acquapendente – Offese e umiliazioni, aggressioni e dispetti alla moglie per renderle la vita impossibile: dai servizi di piatti fracassati al ferro da stiro nascosto. Non solo. Stando alle indagini e alle denunce sporte dalla donna, il marito le impediva anche di avvicinarsi al letto matrimoniale costringendola a dormire per terra.
Botte e insulti a completare il quadro. Quando le strinse una cintura al collo intimandole di andarsene, lei non se lo fece ripetere. Prese i figli, i bagagli e chiese ospitalità a una cooperativa sociale, avviando le pratiche per la separazione. Da almeno otto anni, ormai, non mette piede in quella che una volta era casa sua.
Per cinque anni, dal 2004 al 2009, la donna avrebbe sopportato gli eccessi del marito, ora alla sbarra per maltrattamenti e mancato pagamento degli alimenti. Il processo al 67enne è iniziato giovedì 9 febbraio davanti al giudice Giacomo Autizi, dopo il rinvio a giudizio del luglio scorso disposto dal gup Savina Poli.
Per la difesa (avvocato Vincenzo Dionisi) quanto raccontato dalla donna, costituita parte civile tramite l’avvocato Angelo Di Silvio, è tutto da dimostrare: l’uomo, pensionato, è incensurato e cardiopatico. Non ci sarebbero certificati medici a confermare le aggressioni all’ormai ex moglie. Lei se ne sarebbe andata da sola e la prima denuncia risale al 2014: a cinque anni dagli ultimi episodi e a dieci dai primi.
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