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Celleno - Ieri al via il processo ai malviventi che furono sorpresi dal proprietario

Tentano colpo a palazzo Orsini, catturata coppia

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Celleno – In quattro, incappucciati, tentano di intrufolarsi a palazzo Orsini. E’ il piccolo edificio nobiliare affacciato proprio sulla piazza del castello della Celleno antica, devastata dal terremoto del 1854. Ma il padrone di casa, ultraottantenne, fa in tempo a dare l’allarme e due vengono catturati.  Lui è il pittore di fama mondiale Enrico Castellani che, innamorato del borgo della Teverina, nel 1973 ha acquistato e restaurato l’immobile, facendone il suo buen retiro.

Il colpo risale alla vigilia della Befana del 2013. Erano circa le 19 del 5 gennaio, quando i banditi tentarono di penetrare nell’ala dove vive Castellani, le cui opere hanno raggiunto quotazioni record e vengono scambiate nelle aste più prestigiose. Due in fuga, due catturati. Si tratta di una coppia. Lei è una giovane del posto, identificata grazie a una testimone che la conosceva fin da bambina. Gli altri due, invece, sono riusciti a far perdere le tracce. Ad aspettarli nel parcheggio sottostante ci sarebbe stata una piccola utilitaria di colore rosso.

Il processo per tentato furto aggravato a carico dei due imputati si è aperto ieri davanti al giudice Silvia Mattei che, data l’età avanzata dell’artista, oggi 87enne, si è riservata di acquisire il verbale della denuncia a suo tempo presentata. I primi testimoni, nel frattempo, hanno ricostruito in aula l’accaduto. I banditi avrebbero agito la sera, pensando probabilmente di avere gioco facile, col favore del buio e del luogo isolato. “Palazzo Orsini – hanno spiegato – si trova nella parte più antica del paese e a quell’ora non c’è nessuno in giro. In pratica ci vive solo Castellani, che era in casa e ha sentito il rumore quando hanno rotto il doppio vetro della portafinestra. Allora ha dato l’allarme, la vicina ha sentito e ha visto la coppia scendere per le scale. Poi è arrivata la figlia che stava al bar di sotto e ha riconosciuto entrambi. La donna, in particolare, era una sua amica d’infanzia”. Si torna in aula a gennaio 2018. 


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18 marzo, 2017

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