Viterbo – Si taglia in testa e mentre viene portato in infermeria aggredisce gli agenti, mordendone uno al braccio. Il tribunale di Viterbo ha condannato un detenuto a otto mesi di carcere per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
L’uomo, rinchiuso nel carcere di Mammagialla, è finito davanti al giudice Giacomo Autizi per aver aggredito i poliziotti che lo stavano soccorrendo dopo essersi procurato una serie di tagli in testa. Il detenuto si è avventato contro gli agenti e li ha sbattuti contro il termosifone; li ha riempiti di calci per poi morderne uno al braccio.
E’ il 22 luglio 2013. In serata i poliziotti vengono chiamati per un intervento in una delle otto celle del reparto Rot (osservazione e trattamento) del penitenziario viterbese: un detenuto di origini straniere si è tagliato in testa; va subito portato in infermeria. Un ispettore e due assistenti capo corrono. “C’era tantissimo sangue – ha spiegato un agente nel corso del processo -. L’arrestato grondava di sangue. Credevamo si fosse tagliato in varie parti del corpo, invece aveva solo una ferita alla testa”.
Il detenuto va medicato, ma nel tragitto cella-infermeria avrebbe più volte aggredito i poliziotti. “Sono solo duecento metri – ha proseguito l’agente -, eppure in quei pochi minuti ci si è avventato contro e ha provato più volte a divincolarsi. Mi ha spinto verso il termosifone facendomici sbattere con il petto, e ha dato un calcio in pancia a un collega. Per me una contusione, per l’altro agente tre giorni di prognosi”.
Ad avere la peggio, però, è stato uno dei due assistenti capo. “Il detenuto mi ha morso il braccio sinistro – ha detto al giudice Autizi il poliziotto ferito -. E’ sieropositivo e per questo sono finito al pronto soccorso. Per 28 giorni ho dovuto fare la profilassi all’Hiv”.
Poi la condanna, a otto mesi di carcere.
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