Viterbo – Tre giorni di sciopero, dopo la settimana di passione. Non si ferma a Pasqua la protesta contro la riforma della giustizia. Da mercoledì 19 a venerdì 21 aprile incroceranno le braccia i giudici di pace.
Nel frattempo è in corso lo sciopero bis degli avvocati penalisti, le cui toghe resteranno appese al chiodo per tutta la settimana. Ed è la seconda volta in meno di un mese, dopo la cinque giorni di astensione massiccia andata in scena dal 20 al 24 marzo.
Tre organizzazioni compatte per la tre giorni di sciopero. Le sigle della “triplice” della “magistratura precaria”sono Unagipa, Angdp e Cgdp. Si tratta del sesto sciopero consecutivo dei giudici di pace e del terzo sciopero unitario, sempre consecutivo, dell’intera magistratura precaria.
“I giudici di pace – si legge nel comunicato congiunto del 3 aprile – chiedono il riconoscimento di alcuni ‘diritti fondamentali’: continuità del servizio sino all’età pensionabile, trattamento economico adeguato, tutele previdenziali ed assistenziali, garanzie di autonomia degli uffici e di indipendenza del giudice”.
“Tra i motivi della protesta – ricordano le associazioni di categoria – il fatto che il ministro della giustizia non abbia tenuto tenuto fede all’impegno di ascoltare le organizzazioni di categoria prima dell’approvazione della Legge 28 aprile 2016, n. 57 di riforma della magistratura onoraria”.
Le associazioni ricordano che la commissione europea ha formalmente contestato al governo italiano una serie di violazioni di direttive Ue in materia di lavoro.
Fra queste: il mancato riconoscimento di un periodo di ferie annuali retribuite; il mancato riconoscimento del congedo di maternità; l’assenza di limiti alla reiterazione di contratti a termine nei confronti di uno stesso lavoratore; la disparità di trattamento rispetto ai magistrati professionali, in tema di retribuzione, di indennità di fine rapporto e di regimi di sicurezza sociale.
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