Vallerano – “Mi ha colpito in faccia, arrivandomi alle spalle. Un colpo violento, sull’occhio. Mi ha preso alla sprovvista, senza che capissi cosa stesse accadendo. Ho cerato di difendermi, ma aveva una forza inaudita. Mi ha riempito di botte, calci e pugni. E ha continua anche quando sono finito a terra, inerme”. E’ il racconto, in aula, di un uomo vittima di una violenta aggressione fuori un bar di Vallerano.
L’aggressore, finito a processo per lesioni, rapina e danneggiamenti, ha seminato il panico. Sia all’interno del locale, che nella piazza antistante. Nel bar avrebbe buttato le sedie all’aria, rompendo vetri e frigoriferi, per poi lanciare i vasi presenti all’esterno. Alla fine si è avventato contro un cliente, che era fuori al bar, e lo ha ferito all’occhio. “Mi ha provocato dei tagli netti, che non sono guariti prima di un mese – ha spiegato l’uomo, costituito parte civile al processo, al giudice Rita Cialoni -. Mi ha terrorizzato, e per tanto tempo non sono uscito di casa per paura mi aggredisse nuovamente. Ancora oggi non sono sereno”.
Immediato l’intervento degli uomini dell’arma, oltre ai sanitari del 118. “Arrivati sul posto – ha detto, in aula, un appuntato scelto dei carabinieri di Vignanello – abbiamo visto la vittima con l’arcata sopracciliare sinistra insanguinata. L’aggressore, invece, si è subito dato alla fuga a bordo di un’auto. E’ scappato tra i vicoli del paese, senza darci la possibilità di seguirlo e fermalo all’istante. Pochi minuti prima del nostro intervento, c’era stato quello dei colleghi di Fabrica di Roma”. L’uomo, infatti, oltre ad aver colpito il cliente, aveva anche messo a soqquadro il bar, strappando pure il cellulare dalle mani della proprietaria che stava tentando di chiedere aiuto.
A ottobre, in aula, la testimonianza della titolare del locale. “L’aggressore – ha racconta la donna al giudice – è entrato nel bar su tutte le furie e ha iniziato a inveire contro chiunque. Ho cercato di calmarlo, ma quando ha cominciato a lanciare le sedie in aria ho avuto paura e mi sono nascosta sotto il bancone. L’uomo ha dato di matto, avventandosi anche contro un cliente e ferendolo all’occhio. Ho cercato di chiamare i carabinieri, ma mi ha vista e mi ha strappato il cellulare dalle mani. Poi è scappato. I militari hanno dovuto rincorrerlo per un po’ prima di fermarlo”.
A maggio la prossima udienza, quando il giudice conferirà l’incarico a un perito per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato. E’ stato lo stesso avvocato difensore a chiederlo: “Da fine 2012 – ha sottolineato – il mio assistito sta seguendo una serie di terapie psicologiche”. L’aggressione, invece, risale al 22 luglio di cinque anni fa.
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