Viterbo – Su quel viale avevano solo il diritto di passaggio, per poter accedere al loro fondo. Ma di quel viale, un padre e un figlio, pensano bene di abbattere una quercia vecchia anni, di proprietà della vicina.
La donna tenta di fermare i due, ma invano. Ne nasce una discussione, dai toni forti, tanto da dover far intervenire carabinieri e forestali. Era il 28 aprile 2012, e per quell’episodio due uomini, padre e figlio, sono finiti a processo per minacce, ingiurie e danneggiamento.
Ieri l’udienza davanti al giudice Giacomo Autizi. In aula, il racconto di un militare della forestale intervenuto. “I signori – spiega – hanno abbattuto una quercia di 15, 20, 30 anni che non era di loro proprietà, ma della vicina. Era nel suo fondo, dove i due avevano solo il diritto di passaggio per poter raggiungere il loro campo.
Sul posto – continua il forestale -, abbiamo dovuto anche calmare la acque tra le parti. La coppia ha iniziato a minacciare la signora. Il figlio ha detto che sarebbe andato a prendere il fucile e l’avrebbe sparata. E il padre, con la roncola fra le mani, l’ha minacciata di tagliarle la testa”.
Entro la fine dell’anno la prossima udienza, quando ci sarà la sentenza. A meno che le parti, come il giudice auspica, non raggiungano prima una conciliazione.
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