Orte – Riceviamo e pubblichiamo – È notizia degli scorsi giorni che il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Lazio con la quale viene sancito che il servizio idrico dei comuni della provincia di Viterbo debba essere conferito e gestito direttamente dalla Talete di Viterbo.
Sebbene non si intenda discutere le scelte del Consiglio di Stato, come amministrazione non possiamo che ribadire che l’acqua è un bene pubblico e come tale riteniamo che la gestione debba rimanere pubblica.
Specie per il nostro territorio, abbiamo constatato quanto la conoscenza degli impianti consenta interventi tempestivi ed una adeguata garanzia del servizio.
Come amministrazione vorremmo garantire ai cittadini un servizio sempre migliore e a costi contenuti (sappiamo quante siano le difficoltà in questo momento). Inoltre, in stagioni come quella attuale, caratterizzate da scarse precipitazioni, una gestione oculata e razionale delle risorse appare fondamentale.
Per garantire quanto detto, già lo scorso anno abbiamo chiesto alle autorità competenti l’estromissione del comune di Orte dalla Talete così come consentirebbe il dlgs n. 152/2006.
Su tale aspetto lo stesso consiglio comunale del 30 luglio 2016 si è espresso in maniera unanime. Riscontriamo con piacere che su un tema così delicato tutte le forze presenti in consiglio abbiano una visione condivisa.
Una prova di maturità che auspichiamo darà i suoi frutti.
Ad oggi, provincia e regione e Ato1 ancora non si sono pronunciate sulla richiesta del comune (sebbene molteplici siano stati i solleciti) e pertanto ad oggi la gestione permane in capo all’amministrazione.
Il comune come sempre è dalla parte dei cittadini, insieme a loro siamo pronti a combattere in ogni sede politica e giudiziaria per mantenere l’acqua pubblica.
La giunta comunale
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