Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale -Villa dan Giovanni in Tuscia - Al centro dell'udienza il giallo della sbarra di ferro brandita dall'operaio del Comune

Lite per il camper all’ecocentro, a processo una coppia e l’addetto

Condividi la notizia:

tribunale aula 4

Un’aula del tribunale

Villa San Giovanni in Tuscia – Furioso litigio tra l’operaio del Comune e una coppia per un camper all’ecocentro, i tre finiscono sotto processo nella doppia veste di parti civili e imputati. Al centro dell’udienza il giallo della sbarra di ferro brandita dall’addetto.

Un pomeriggio infuocato quello del 21 agosto 2012. Così come la prima udienza del processo, giovedì davanti al giudice Giacomo Autizi.

Erano circa le 17,30 quando l’addetto all’ecocentro si è accorto di una coppia di giovani fidanzati che stavano lavando il camper nell’area del comune.

Ne è nato un violento alterco, durante il quale l’operaio sarebbe stato colpito dalla donna col cestello del tosaerba alla testa riportando una ferita di circa un paio di centometri medicata al pronto soccorso con due giorni di prognosi.

L’uomo, però, un 56enne, si sarebbe a sua volta difeso brandendo una grossa spranga di ferro, lunga circa un metro e venti e di quattro centimetri di diametro, contro la coppia e contro il padre del giovane, intervenuto in difesa del figlio, avendo casa e officina a pochi metri di distanza.

L’operaio del comune ha negato la circostanza: “Non è vero, sono io che sono stato aggredito dalla donna e sono stato portato in ospedale dal sindaco in persona, ma non ho mai avuto in mano nessuna sbarra di ferro. Ho solo dato un pugno al camper, ma piano, non gli ho fatto niente”.

I carabinieri, in realtà, avrebbero trovato un’ammaccatura. Ma soprattutto un testimone, un 63enne che tornava dall’orto con l’Apetto, ha fornito una versione ben diversa: “Aveva in mano una grossa spranga di ferro, sono riuscito a farmela ridare dopo una lunga trattativa, poi ho fatto lo sbaglio di ridargliela per fargliela mettere in magazzino, ma lui, fatti tre metri, si è girato ed è tornato a brandirla contro le vittime. Lo abbiamo fermato in due”. 

Il processo riprenderà il 9 ottobre. 


Condividi la notizia:
4 giugno, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/