Montefiascone – A processo per rapina aggravata la “banda del gobbo”. Sono i quattro presunti autori, tutti italiani, di due colpi a mano armata commessi a Montefiascone, uno ai danni di una gioielleria del centro storico e l’altro in banca.
Imponente il numero delle vittime che potrebbero costituirsi parte civile, 15 persone, tra i quali molti clienti presenti nell’istituto di credito al momento del colpo. Ma proprio per un difetto di notifica a una delle parti offese la prima udienza del processo, martedì scorso davanti al collegio, è slittata al 9 gennaio 2018.
In gioielleria fecero irruzione due banditi, verso mezzogiorno del 7 dicembre 2012, alla vigilia dell’Immacolata. I rapinatori, col volto coperto da un berretto e il bavero del cappotto alzato, armati di pistola, hanno legato la proprietaria e una cliente con nastro adesivo, facendosi consegnare il denaro nella cassaforte per un bottino di decine di migliaia di euro.
Un anno dopo, nel novembre 2013, due dei presunti responsabili, due cognati romani di 51 e 57 anni, furono arrestati dai carabinieri per tre rapine in banca messe a segno a Gubbio.
Traditi dai filmati della videosorveglianza, sono saliti agli onori delle cronache umbre come “la banda del gobbo”, per le caratteristiche fisiche di uno dei due: il modo di camminare, la gestualità delle mani, ma soprattutto un’accentuata curvatura della parte superiore della schiena. Che in barba alla superstizione non gli ha portato fortuna.
In breve gli investigatori, grazie al fiuto e col supporto delle banche dati, sono risaliti anche ai colpi commessi nel Viterbese e ai due presunti complici. Uno avrebbe fatto da palo, l’altro sarebbe il basista che ha contribuito al raid “made in Tuscia” della banda del gobbo.
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