Viterbo – (g.f.) – Un’osteria anni 70 a piazza dei Caduti. Parlando di cibo, anche l’occhio vuole la sua parte e per la quinta edizione dello Slow food village, l’osteria è una delle novità che saltano subito all’occhio.
Il villaggio del buon mangiare e del buon sapere apre il 23 giugno, fino al 2 luglio. Diverse le sorprese. Partendo dall’allestimento voluto da Laura Belli.
“Daremo grande attenzione – spiega Belli – al cibo, ma anche all’aspetto conviviale, con l’allestimento stile osteria anni 70, dove tutto è spaiato, senza senso, ma tutto insieme ha il suo senso”.
Con l’immancabile pergola e ogni giorno piatti con erbe selvatiche. “Partendo da quello che la terra ci dona. Andremo sui Cimini a raccogliere erbe spontanee, ce ne sono molte in questo periodo”.
Diverse le iniziative in programma, 150 fra presentazioni di libri, laboratori, degustazioni guidate, show cooking, scuola di cucina, piccoli corsi di degustazione. Oltre ovviamente, a spazi per mangiare e bere. Senza dimenticare lo street food. Ne arriveranno dieci, da un po’ ogni parte d’Italia, Napoli, Sicilia e i trapizzini da Roma.
Il tema di quest’anno è in linea con quello lanciato dalle Nazioni unite sul turismo sostenibile per lo sviluppo: “Terre, sapori, culture: in viaggio sulle vie del gusto”.
Turismo ed enogastronomia è un abbinamento che all’assessora alo Sviluppo economico Sonia Perà piace molto.
“È fondamentale – osserva Perà – non abbiamo grossi complessi alberghieri, ma compensiamo con un’accoglienza diffusa. Lo Slow food è un’iniziativa di successo, andrebbe pensata anche un’edizione invernale, seppure più complicata per via delle condizioni meteo”.
Nel frattempo, quella estiva è pronta per essere servita. “La struttura – spiega Claudia Storcè – ricalca quella delle precedenti edizioni, l’aspetto conviviale legato al cibo e la parte dedicata alla cultura”. Con diverse novità. Partendo dai più piccoli. “Le lezioni di cucina per bambini, impartite da chef e a seguire, quelle per adulti e poi degustazioni. Ogni sera si conclude con chef sotto le stelle”.
A proposito di cibo, un ricordo speciale nel villaggio, per chi ha speso la sua vita a far conosce i prodotti tipici della Tuscia. “Assegneremo – anticipa Luigi Pagliaro – il premio Italo Arieti. Due anni fa proprio a lui abbiamo consegnato il riconoscimento. Andrà a Sandro Capitani, giornalista Radio1”.
Molti i nomi di richiamo che prenderanno parte al quindi Slow food village. Non mancherà, poi, lo spazio a cura di Carlo Zucchetti. Nell’arena, che si sposta all’esterno, arriveranno personaggi, scrittori, blogger specializzati in enogastronomia.
“Faremo quattro chiacchiere – anticipa Zucchetti – su quanto va bene e quanto va meno bene in questo settore, compresa la spettacolarizzazione dell’enogastronomia, con improponibili programmi televisivi”.
Lo spazio enoteca è a cura di Paolo Bianchini. “Ci saranno 14 cantine del territorio – spiega Bianchini – in cinque anni è la prima volta che sono tutte della Tuscia. Significa che lentamente stiamo prendendo coscienza del valore che hanno i nostri prodotti. Daremo l’occasione anche di conoscere i vignaioli”.
Partecipa anche Mauro Marinelli con l’Enoteca Tuscia e Confagricoltura. Stefano Signori porterà al villaggio il museo del vino e la scuola che sarà realizzata.
Non mancheranno la birra, l’olio e Casa slow, per entrare nel mondo di Slow food.
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